venerdì 18 maggio 2018

Libri che fanno ancora più male. Recensione di "Te la sei cercata" di Louise O'Neill

Libri che fanno ancora più male. Recensione di "Te la sei cercata" di Louise O'Neill


Ci sono libri estremamente difficili da leggere, in grado di suscitare in noi emozioni scomode: nella maggior parte dei casi toccano tematiche complesse che purtroppo vengono trattate raramente nel modo corretto. L’ultima volta che mi sono sentita così impotente davanti un romanzo è stato l’anno scorso con Solo per sempre tua di Louise O’Neill. Sapevo che anche questo suo lavoro sarebbe stato un pugno nello stomaco, ma non immaginavo quanto forte sarebbe stato il suo impatto. 

Te la sei cercata
Autrice: Louise O'Neill
Casa editrice: Hot Spot (Il Castoro)
Prezzo: 16,00 
★★

In una cittadina di provincia dove tutti si conoscono, Emma O’Donovan è diversa. Lei è speciale: diciotto anni, bellissima, popolare, potente. È sempre perfetta e ama essere desiderata. Tutte le ragazze vorrebbero essere sue amiche, e tutti i ragazzi vorrebbero uscire con lei. Fino a quella notte. A quella festa d’estate, Emma era troppo ubriaca per rendersi conto di cosa stava accadendo, troppo ubriaca per dire basta, troppo ubriaca per ricordare. Ma quelle immagini, quelle fotografie che tutti hanno visto online, significano che non potrà mai dimenticare. E dopo la violenza comincia un nuovo incubo: Emma era speciale, ma ora è solo una fonte di imbarazzo. È sulla bocca di tutti, assurdamente additata e accusata. Davvero se l’è cercata? Davvero è sua la colpa? Senza punti di riferimento, Emma comincia a dubitare persino di se stessa.

Te la sei cercata è stato pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 2015, ma penso che in Italia sia arrivato nel momento giusto. Viviamo in un paese in cui il concetto di “consenso” non è stato ancora da tutti pienamente capito e digerito: sicuramente se ne discute molto di più rispetto agli anni passati, nelle scuole sono stati avviati progetti, i media parlano di femminicidio quasi giornalmente, però c’è ancora molta ignoranza. Un esempio è che nonostante i numerosi tentativi di educare giovani e adulti a riguardo, sotto gli articoli online che riportano episodi di stupri si trovano spesso commenti che ruotano tutti intorno alla stessa formula: “Sì, lui ha sbagliato, però…”.

Quando mi dice che sono bella ho la sensazione che in realtà stia dicendo che è stata tutta colpa mia, e se non fosse stato per il mio aspetto tutto questo non sarebbe mai successo.

Photo by Wang Xi on Unsplash

Emma viene violentata durante una festa, da un gruppo di ragazzi che si definivano suoi amici. Questi giovani che sono cresciuti insieme a lei non si limitano ad abusare sessualmente della ragazza, ma la umiliano con ogni tipo di angheria. Tutto ciò che Emma subisce viene, ovviamente, fotografato e caricato su Facebook alla mercé di tutti, così come ora è il corpo della giovane: Emma non è più di Emma, Emma è diventata di dominio pubblico. 


Non sono altro che una cosa. Non sono altro che una raccolta di pezzi di bambola da riempire e tappare e passarsi.

Photo by Alexander Popov on Unsplash

Mi è sempre stato detto che un vero critico letterario quando recensisce un libro non racconta mai le emozioni che ha provato nel leggerlo, ma si limita ad elencarne pregi e difetti. Mi dispiace far arrabbiare i miei professori, ma non posso nascondervi che mentre leggevo la scena in cui Emma viene violentata ho dovuto interrompere la lettura più volte, perché per me era davvero troppo. 

Da lì a poco nel romanzo iniziano gli avversativi: Emma è stata violentata però il suo vestito era troppo corto; però aveva bevuto troppo; però aveva assunto delle droghe. Questi non sono solo pareri esterni, ma anche quelli delle sue migliori amiche, delle sue compagne di classe e dei suoi genitori.

  
Tutti sono innocenti finché non si dimostra la loro colpevolezza. Tutti tranne me. Io sono una bugiarda finché non dimostro la mia sincerità. 

Photo by Cassidy Kelley on Unsplash

Viviamo in una realtà in cui l’aggressore, soprattutto se ha agito contro una donna, viene giustificato, perché la vittima, in qualche modo, se l’è cercata. Offriamo scuse pensando che noi non saremmo mai uscite di notte da sole, noi saremmo state più attente e vigili, semplicemente per proteggerci dalla verità nuda e cruda: quello che è accaduto ad Emma potrebbe accadere a chiunque, persino a noi. 

Te la sei cercata è un romanzo potente e assolutamente necessario in Italia in questo momento: ogni giorno si fa sempre un piccolo passo avanti, ma la strada è ancora lunga. Uno dei meriti di questo romanzo e della sua traduzione italiana è che ha rianimato la discussione sul tema arricchendola con nuovi spunti di riflessione (tra i tanti vi segnalo questo articolo che può darvi una panoramica generale).
I libri di Louis O’Neill dovrebbero essere letti da chiunque, ragazzi e ragazze, giovani e adulti, perché tutti abbiamo ancora molto da imparare.  
Alla prossima,

lunedì 14 maggio 2018

Perché dovreste leggere "Chiamami col tuo nome" anche se avete visto il fim

Perché dovreste leggere "Chiamami col tuo nome" anche se avete visto il fim

Chiamami col tuo nome è stato un vero e proprio film rivelazione: non importa se per scandalo o per lode, è stato - e continua ad essere - sulla bocca di tutti. 
Complessivamente, però, l'accoglienza è stata buona: c'è chi si è innamorato della relazione tra Elio e Oliver, chi dell'ambientazione completamente italiana, chi dei riferimenti artistici e letterari, e chi, come me, di tutte questi aspetti e molti altri.

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Ho visto il film a gennaio, una visione che mi ha lasciata intontita per le ventiquattro ore successive, riducendomi ad un vegetale che fissa il muro chiedendosi il senso della vita. Solo pochi giorni fa, però, mi sono convinta a leggere il libro (tradotto: solo pochi giorni fa mi è arrivato il libro in biblioteca. Per farvi capire, al momento della prenotazione  ero 84esima in lista d'attesa), che è riuscito a donarmi molto di più delle mie aspettative. 

Ecco quindi i motivi per cui, secondo me, dovreste leggere il libro nonostante abbiate già visto il film:


1) Elio è diverso e migliore. 

L'Elio del libro è un timido ragazzino, taciturno e defilato, che fa fatica ad interagire con gli adulti e con i nomi altisonanti ospiti delle cene di famiglia; l''Elio del film è spavaldo, sicuro di sé e sembra sempre trovare le parole giuste. Ho preferito la versione cartacea perché più vicina alla tipologia di persone con cui mi piace circondarmi, ma non è detto che per voi sia lo stesso: per scoprirlo dovrete leggere il libro. 


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2) La storia è molto più ricca.

Ovviamente, voi penserete. Quando però parlo di "ricchezza" non faccio riferimento alla vicenda e ai contenuti, bensì ai sentimenti dei personaggi. Chiamami col tuo nome è raccontato in prima da persona da Elio, quindi il lettore ha l'opportunità di conoscere tutte le emozioni da cui è investito il giovane, dal suo primo incontro con Oliver fino al finale. Un aspetto che il film, per la mancanza di una voce narrante, non ha approfondito, anche se è riuscito a rendere l'idea del sentimento di Elio con il linguaggio non verbale. 

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3) Sarete completamente avvolti dalla vicenda.

Solitamente faccio fatica a leggere libri di cui conosco già il finale: ad esempio, ho provato più volte ad approcciarmi a Il trono di spade, ma essendo in pari con la serie non ero per niente interessata a legger qualcosa di cui conoscevo già gli avvenimenti. Invece questo romanzo è stata una lettura davvero veloce
, nonostante mi ricordassi molto bene la trama: non riuscivo letteralmente a staccarmi dalle pagine. 

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4) Lo stile di scrittura.

Lo stile di André Aciman è davvero una combinazione perfetta: con semplicità e chiarezza riesce a descrivere al meglio i sentimenti di Elio, senza mai cadere nel banale, e creando frasi magistrali. Per questo ho intenzione di recuperare altri suoi lavori.


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Se invece avete letto il libro, ma vi manca l'esperienza cinematografica, ecco una breve lista di motivi per cui credo che dobbiate recuperare al più presto:

1) Timothée Chalamet ( chiamato da me Timoteo Camaleonte o Timoteo Chantilly). Un attore davvero talentuoso che a soli ventitré anni si è meritato la nomination all'Oscar per la sua interpretazione di Elio. 

2) La colonna sonora. Davvero, chapeau. 

3) L'ambientazione completamente italiana. Nello specifico lombarda: mi ha riempito d'orgoglio vedere la mia regione in un film di questo calibro e riconoscere i nomi di alcuni paesi qui vicini.


Avete visto il film o letto il libro? Oppure nessuno dei due?
Fatemi sapere le vostre opinioni a riguardo.
Alla prossima,


giovedì 10 maggio 2018

La blogosfera me li ha fatti leggere: sei libri che ho letto grazie al blog

La blogosfera me li ha fatti leggere: sei libri che ho letto grazie al blog

Ormai sono quasi tre anni che bazzico nella blogosfera ( ma questo termine si utilizza ancora o è entrato in disuso?): ho consigliato tantissimi libri, ho letto tantissime recensioni e tantissimi blogger mi hanno fatto conoscere tantissimi romanzi. 
Oggi voglio parlarvi di sei titoli che mai avrei letto se non fosse stato per la blogosfera e i suoi meravigliosi componenti. 




Florence Gordon di Brian Morton

Vorrei tanto ricordarmi quale blog mi ha fatto conoscere questo delizioso romanzo, ma purtroppo la mia memoria inizia a fare cilecca. Florence e le sue avventure mi hanno tenuto compagnia in molti dei miei viaggi da pendolare e sarei davvero curiosa di rileggere questo libro.



Il contrario della solitudine di Marina Keegan

Questo libro era stato consigliato da Siham, una bravissima blogger oltre che una meravigliosa amica. Confesso che rileggere la mia recensione mi ha regalato una strana sensazione, perché non mi sono riconosciuta nella descrizione che davo di me stessa. Vedere quanto io sia cambiata in poco più di due  anni mi riempie di orgoglio e di gioia. 




L'intestino felice di Giulia Enders 

Risultati immagini per l'intestino felice copertinaNon si può non rimanere affascinati dall'intestino, soprattutto se a raccontarlo è la voce di Giulia Enders. Se anche voi, come me, non siete per niente schizzinosi, amerete questo libro. Di questo saggio vi ho parlato su Instagram pochissimi giorni fa e in questo caso era stata la recensione di Lucrezia a convincermi (anche se ci ho messo qualche anno a leggerlo). 



Le tartarughe tornano sempre di Enzo Gianmaria Napolillo

25050131Ed ecco che ritorna la mia Siham con un libro di cui, anche in questo caso, vi ho parlato da poco su Instagram e che mi ha dato l'idea per questo post.
Ho intenzione di rileggere e annotare questo romanzo quest'estate, perché sono curiosa di sapere se è ancora in grado di rapirmi. 

(Un appello al signor Napolillo: so che sta scrivendo un altro romanzo, ma quanto manca? Noi la aspettiamo con trepidazione!)



The queen of the Tearling di Erika Johansen

Questo romanzo era popolarissimo nella blogosfera, soprattutto per la bellissima edizione. Leggine a destra, leggine a sinistra, alla fine mi sono convinta ad acquistarlo e ... Che delusione! Rileggendo la mia recensione penso di essere stata fin troppo gentile: sarà che in quel momento i miei gusti letterari stavano iniziando a cambiare, ma la lentezza di questo romanzo mi aveva davvero stremata. 


Regina rossa di Victoria Aveyard

Altro libro famosissimo nella blogosfera (e che continua ad esserlo grazie ai seguiti), ma che non mi ha lasciato davvero nulla. Ammetto che, non avendo ancora capito la mia identità letteraria, mi lasciavo un po' trasportare assaggiando di qua e di là.
 Questi romanzi, però, un merito ce l'hanno: mi hanno fatto capire, in negativo, cosa davvero non fa per me. 




Quali sono i libri che vi sono stati consigliati sulla blogosfera e di cui vi siete innamorati/e? E quali invece vi hanno particolarmente delusi, nonostante la loro fama?
Alla prossima, 

mercoledì 2 maggio 2018

Quando la copertina è bella, ma la storia ancora di più. Recensione di "Fidanzati dell'inverno" di Christelle Dabos

Quando la copertina è bella, ma la storia ancora di più. Recensione di "Fidanzati dell'inverno" di Christelle Dabos

Si sa che una bella copertina attira sempre l'occhio del lettore accanito e quella di Fidanzati dell'inverno ha fatto breccia nel cuore di molti di noi. Volendo però testare il buon vecchio detto "mai giudicare un libro dalla copertina", ho deciso per questa volta di leggere il romanzo in ebook, per non cedere alla solita ingordigia che mi porta a riempire scaffali su scaffali. Non so quanto questa tecnica sia stata funzionale, poiché questa lettura mi ha così appassionata che penso che presto dovrò recuperare il cartaceo. Quindi sì, i miei scaffali si riempiono, fra un po' non riuscirò più a mettere piede in camera, ma nel mio cuore c'è una nuova e bellissima storia. 


Risultati immagini per fidanzati dell'invernoFidanzati dell'inverno (L’Attraversaspecchi #1)
Autrice: Christelle Dabos
Casa editrice: Edizioni e/o
Prezzo: 16,00 
★★

In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra, vive Ofelia. Originaria dell'arca "Anima", è una ragazza timida, goffa e un po' miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un'altra arca, "Polo", molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo.


L'aspetto che maggiormente ho apprezzato di questo romanzo è l'attenzione ai dettagli. L'autrice, oltre che a costruire nel migliore dei modi un mondo articolato e originale, si impegna affinché il lettore vi possa entrare pienamente. Le descrizioni non si limitano all'ambientazione, quindi alle Arche e alla storia di queste, ma anche alle piccole realtà, come ad esempio le stanze, soffocanti e opulente su Polo, così come polverose e accoglienti su Anima. La stessa attenzione la si ritrova nella presentazione dei personaggi: nessun particolare è lasciato al caso, poiché acconciature, vestiti, accessori, atteggiamenti, sguardi, tutto viene mostrato e raccontato con perizia. Questo rende estremamente partecipe il lettore, il quale si ritrova catapultato in una realtà quasi tangibile. 
La stessa perizia la si può ritrovare anche nella scelta del lessico dell'autrice, la quale ricorre a termini che definirei quasi desueti, ma che rientrano perfettamente nel contesto della narrazione (chapeau al traduttore). Ecco le parole che ho imparato grazie a questo romanzo e che sono entrare ufficialmente nel mio vocabolario: 

  • ginepraio (s. m.): 1. Luogo folto di ginepri | 2. (fig.) Situazione imbrogliata e complicata
  • serico ( agg.): Relativo alla seta | (fig.) Simile alla seta: capelli serici
  • dabbenaggine (s. f.): 1. ( raro, lett.) Onestà rettitudine | 2. Balordaggine semplicioneria
  • turlupinare ( v. tr.): Ingannare qualcuno, raggirarlo sfruttando la sua ingenuità

Photo by Marc Marchal on Unsplash

Da amante delle storie d'amore non posso non fare una menzione d'onore al rapporto tra Ofelia e Thorn: la loro è una relazione obbligata, che sta stretta ad entrambi, ma in continua evoluzione così come lo sono loro. Questa vicenda, con un lui burbero e freddo e una lei goffa ma determinata, mi ha ricordato il prototipo di coppia offerto da Orgoglio e Pregiudizio. Oltre che all'incontro tra due personalità differenti, così come accade nel capolavoro della Austen,  ritroviamo anche l'incontro tra due mondi, uno glaciale, pieno di macchinazioni e sotterfugi, e l'altro accogliente e caloroso. 
 
Photo by Annie Spratt on Unsplash

"Ci vuole fegato per guardarsi negli occhi, vedersi per ciò che si è, immergersi nel proprio riflesso."

In conclusione, consiglio vivamente questo libro perché, per la sua versatilità, non potrà non incontrare i vostri gusti: dagli amanti del fantasy, passando per coloro che preferiscono le storie piene di suspense e avventura, per giungere ai lettori più romantici, ce n'è per ognuno di voi. Inoltre se siete curiosi di scoprire una nuova e talentuosa autrice, sicuramente Christelle Dabos non vi deluderà. 

Alla prossima,

giovedì 26 aprile 2018

Meglio tardi che mai. Recensione di "Le otto montagne" di Paolo Cognetti

Meglio tardi che mai. Recensione di "Le otto montagne" di Paolo Cognetti


Non sono mai stata una grande esperta di letteratura nostrana: la mia conoscenza arriva fin tanto dove mi hanno spinta i miei esami universitari, quindi non oltre la prima metà  del Novecento. Di conseguenza, potete capire quanto poco sappia degli autori  italiani contemporanei: una mia grande pecca, me ne rendo conto, soprattutto per il tipo di carriera che voglio intraprendere. C'è sempre stato qualcosa che mi ha spinta a cercare la bellezza all'estero, nell'oltralpe, ma chi l'avrebbe mai detto che la stessa bellezza l'avrei potuta trovare proprio su queste montagne. 



Risultati immagini per le otto montagne copertinaLe otto montagne
Autore: Paolo Cognetti 
Casa Editrice: Einaudi
Prezzo: 18,50 
 
★★

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia.
Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo «chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso» ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lí, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche.
Iniziano cosí estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri piú aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, «la cosa piú simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui». Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: «Eccola lí, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino». Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.


Avevo poche e chiare regole da seguire: uno, prendere un ritmo e tenerlo senza fermarsi; due, non parlare; tre, davanti a un bivio, scegliere sempre la strada che sale. 

Ho letto diverse recensioni riguardo al vincitore del Premio Strega dell'anno scorso e ognuna di esse mette in evidenza un tema diverso: il rapporto tra padre e figlio, tra città e montagna, tra uomo e donna, tra parole e silenzio. Tutti aspetti che io ho ritrovato in queste centonovantanove pagine, alcuni molto più evidenti di altri, e proprio questa è stata la mia più grande sorpresa: Cognetti, in un un romanzo relativamente breve, è riuscito ad inserire una polifonia di sfumature e di spunti di riflessione, così che è davvero difficile fornire un'idea complessiva dell'opera in qualche paragrafo


Photo by Paul Gilmore on Unsplash

Le nuvole nascondevano le montagne alla vista e toglievano volume alle cose, ma anche in una mattinata del genere riuscivo a cogliere la bellezza di quel posto. Una bellezza cupa, aspra, che non infondeva pace ma piuttosto forza, e un po' d'angoscia. La bellezza dell'inverso. 

Le otto montagne è un romanzo formativo: racconta la vita di Pietro e Bruno, entrambi alla ricerca del loro posto nel mondo, entrambi con le radici in montagna. Per il primo le Alpi sono principalmente ricordo, simbolo del rapporto con un padre taciturno e chiuso in un mondo i cui confini sembrano invalicabili; per il secondo sono casa e futuro: per Bruno non esiste alcuna realtà se non quella delle slavine, degli alpeggi e della fatica. Nonostante i due prendano strade diverse, la montagna rimarrà il loro punto di partenza e il loro punto di ritrovo: quella montagna che tanto toglie, ma che tanto dà. 


Photo by Federico Bottos on Unsplash
Quel che dovevo proteggere, in me, era la capacità di stare solo. C'era voluto del tempo per abituarmi alla solitudine, farne un luogo in cui potevo accomodarmi e stare bene; eppure sentivo che tra noi il rapporto era sempre difficile. 

Consigliare questo libro mi sembra superfluo, poiché è da un anno a questa parte che tutti ne parlano e penso che, anche questa volta come per L'amica geniale, sono rimasta indietro. 
Nel caso in cui dobbiate recuperare il Premio Strega dell'anno scorso, vi consiglio di farlo al più presto, non ve ne pentirete. Ricordatevi, però, che Le otto montagne è un libro che va letto con calma, non pensate di poter correre da una pagina all'altra: è una storia che richiede di essere assaporata e compresa in ogni suo aspetto. 


Alla prossima,

giovedì 19 aprile 2018

Perchè ho iniziato ad annotare i libri e come ha rivoluzionato il mio modo di leggere

Perchè ho iniziato ad annotare i libri e come ha rivoluzionato il mio modo di leggere

Fino a qualche anno fa, per me i libri erano sacri: non fraintendetemi, sono ancora una parte importantissima della mia vita a cui dedico tra studio, blog, Instagram e letture circa l'85% della mia giornata, ma  l'oggetto libro, che prima per me era una realtà devozionale, ha perso qualsiasi tipo di attrattiva. Sono giunta alla conclusione che io vivo e divoro storie, non pagine e quello che mi rimane sono emozioni non immacolati margini: insomma,  avere una libreria di romanzi intonsi non mi rendeva più felice. Dopo una lunga riflessione, ho preso in mano penna ed evidenziatore, ho iniziato ad annotare i libri e ho assistito ad una vera rivoluzione. 

Ecco quali sono tutti i benefici che ne ho tratto: 

1) Mi permette di vivere a pieno la storia. 
L'annotare richiede, necessariamente, una lettura più attenta: si è spinti a prestare attenzione ai dettagli, alle sfumature dei dialoghi e diventa impossibile scorrere le pagine in modo superficiale. Ovviamente il processo di lettura si rallenta, ma d'altra parte si riesce a conoscere meglio le situazioni, le dinamiche, ma soprattutto i personaggi. 



2) Io stessa entro a far parte del romanzo. 
Se un personaggio fa o dice qualcosa di particolarmente stupido, non mi limito a pensarlo, ma scrivo a margine Caro, non credi che questa scelta sia davvero sciocca? ( in realtà uso una terminologia un po' più colorita, ma questo blog è family friendly). Se il protagonista mi sta particolarmente simpatico, lo scrivo; se trovo una frase particolarmente bella, la sottolineo; se trovo un passaggio particolarmente importante per i fini della trama, lo sottolineo; se un brano è scritto davvero bene, aggiungo un simpatico VI PREGO DATEGLI/LE IL NOBEL.

L'ultimo romanzo che ho letto ha una vena thriller e una volta concluso è stato divertente tornare indietro e leggere tutte le ipotesi sullo scioglimento della trama che avevo scritto su tutti i miei variopinti post it (spoiler: non una sola mia congettura era esatta). 



3) L'aspetto estetico è stupefacente. 
Parliamoci chiaro, i libri annotati sono bellissimi e sono un ottimo contenuto per Instagram. 



Ammetto di essere alle prime armi, ma ora che ho iniziato a leggere in questo modo non credo che sarò mai in grado di fermarmi.
Se volete saperne di più su questo argomento vi consiglio questo brevissimo saggio di Mortimer J. Adler che mi ha definitivamente convinta ad abbracciare la vita dei #libriannotati.



Voi annotate i libri? Vi piace come idea? Fatemi sapere la vostra opinione a riguardo, sono davvero curiosa. 

Alla prossima,
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