martedì 16 ottobre 2018

Cosa bolle in pentola? Di rivoluzioni, ispirazioni e Progetto



A metà settembre ho vissuto un periodo davvero difficile: ero perennemente stanca, non avevo ispirazione, ma soprattutto non avevo aspirazione. Ero triste, piangevo continuamente e ad ogni “Ma che cos’hai?” rispondevo “Non lo so”. 
Ed era vero, non lo sapevo.

In quella settimana ho iniziato i corsi della magistrale, quindi uno scopo avrei dovuto avercelo. La mia vita, in fondo, era quella di sempre: alzarmi la mattina, prendere i mezzi, seguire la lezione, riprendere i mezzi, tornare a casa, studiare. Il tutto intervallato da pasti, qualche ora di sonno, due o tre libri e qualche uscita con amiche e Fidanzato. Cos'era cambiato? È la vita che la maggior parte dei miei coetanei che conosco conduce, è la vita che tutti fanno, perché per me non doveva andare bene? Non importava se le lezioni mi svuotavano invece che riempirmi, non importava se non ero stimolata, non importava se non avevo ispirazione e non riuscivo più a scrivere, non importava se non ero felice. Lo facevano tutti e lo dovevo fare anch’io.

La mia profonda tristezza mi ha spinta a cercare aiuto e l’aiuto mi è arrivato.

“Quello che è giusto per tutti, non è detto che sia giusto per te.”

In quell’istante è cambiato tutto. Mi sono asciugata le lacrime e ho ripreso a vivere.


Ho pubblicato questa foto su Instagram nella settimana del Cambiamento: 
rappresenta al meglio la confusione e l'entusiasmo che avevo in testa.

venerdì 12 ottobre 2018

Libri per ragazzi che piacciono a tutti. "Victoria sogna" di Timothée de Fombelle



Oggi voglio confessarvi un segreto: in fondo io non ho mai smesso di essere una bambina. Non vi voglio nascondere che mi capita spesso di crogiolarmi in qualche cartone animato, di buttare un’occhiata nella sezione ragazzi della mia biblioteca o di indugiare davanti alle vetrine di una libreria specializzata in letture per più piccoli.

Questa rubrica nasce da due motivi quasi agli antipodi: da una parte il desiderio di condividere con voi letture con un target ben definito, ma che meritano a mio parere di uscire dalla categoria di età in cui sono stati racchiuse; dall’altra per soddisfare un piacere puramente egoistico e alimentare così il mio essere un piccolo Peter Pan.



Il primo protagonista di questa rubrica è Victoria sogna di Timothée De Fombelle, edito da Terre di Mezzo e vincitore del Premio Andersen 2018 nella categoria 9-12 anni.
Victoria è una ragazzina piena di sogni: girare il mondo su un cargo, suonare la cornamusa sulle scogliere, tuffarsi dall’alto di un iceberg. Mondi incantati, viaggi spettacolari e avventure mozzafiato popolano la sua mente e la aiutano a rendere più interessante una vita che lei considera monotona. Un giorno però tutto cambia: le viene chiesto se è vero che nella sua camera si nascondono tre Cheyenne, intravede suo padre vestito da cowboy, i suoi libri iniziano a sparire e il suo amato orologio a pendolo scompare lasciando un mucchietto di polvere. I suoi sogni, forse, si stanno finalmente avverando?

martedì 9 ottobre 2018

E se fossero le donne a comandare? Recensione di "Ragazze elettriche" di Naomi Alderman



Noi donne, in quanto tali, siamo perseguitate da paure ancestrali: il buio, le strade isolate, uno sconosciuto che ci osserva per un secondo in più del necessario. Noi donne sappiamo che non dobbiamo prendere i mezzi da sole dopo le ventuno, che se andiamo in un bagno pubblico è sempre meglio andarci accompagnate e che in qualsiasi circostanza se scortate da un uomo (fratello, amico, fidanzato, padre che sia) siamo sempre più al sicuro. 
Ma cosa accadrebbe se la situazione si ribaltasse? Cosa accadrebbe se per una volta fossero gli uomini ad avere paura di noi?



Ragazze elettriche
Autrice: Naomi Alderman
(traduzione di Silvia Bre)
Casa editrice: Nottetempo
Prezzo: 20,00 

(.5)

In questo romanzo visionario dai toni fantascientifici, Naomi Alderman costruisce una perturbante distopia che è anche una parabola sul potere e sulle sue perversioni. In un tempo imprecisato ma molto vicino al nostro presente, nel mondo comincia all'improvviso a verificarsi uno strano fenomeno: prima le ragazze, e poi le donne in generale, sviluppano la capacità di infliggere dolore e morte tramite scariche elettriche emanate dalle loro mani e attivate da una misteriosa "matassa" collocata sulle clavicole. Si innesca cosi un'inedita gerarchia di potere - in cui gli uomini sono ridotti in schiavitù, seviziati e uccisi - che è anche un'imprevista evoluzione dei rapporti tra i sessi e l'impulso a un nuovo ordine globale, con esiti inarrestabili e catastrofici. "Ragazze elettriche" scompagina il racconto del futuro prossimo e penetra nelle vene della crudeltà che abita ineludibilmente, come uno stigma, la conquista e l'esercizio del potere.

lunedì 1 ottobre 2018

Letture di settembre: un nuovo amore d'autore, un po' d'introversione e un romanzo che proprio no



Settembre è stato il mese dei compleanni, di una festa in stile Abba e dell’inizio della magistrale. Settembre è stato il mese della nascita di alcuni progetti, di un abbassamento drastico delle temperature (da amante del caldo questo evento va sicuramente annoverato tra i più importanti del mese) e del mio primo anniversario. Ma soprattutto settembre è stato il mese in cui ho imparato a chiedere aiuto e in cui ho capito che avrei dovuto farlo prima.


In questi ultimi trenta giorni ho letto molto, ma concluso solamente tre libri. Infatti la maggior parte del mio tempo libero è ancora impiegato dalla lettura di Menzogna e sortilegio di Elsa Morante, un romanzo che, come potete immaginare, richiede davvero molta concentrazione. 

Nonostante ciò Goodreads mi ha gentilmente avvisata che ho quasi concluso la mia reading challenge del 2018! 

mercoledì 26 settembre 2018

Una storia d'amore (la mia) e cinque libri per raccontarla



Sinceramente questo post non volevo scriverlo: credevo che ciò che mi frenasse  maggiormente fosse il fatto che un anniversario è qualcosa di personale. Ma dopo una lunga e accurata riflessione ho capito che il vero nocciolo della questione era la paura dei giudizi di chi mi legge. Alcuni potrebbero prendere questo articolo come un mio tentativo di vantarmi della mia relazione, altri si potrebbero chiedere “Ma questo non è un blog di libri?” o altri ancora potrebbero pensare che io in realtà non abbia scoperto nulla di nuovo in questi dodici mesi. C'è da dire che non scrivere questo post per queste ragioni sarebbe quello che avrei fatto il 26 settembre 2017 e quello che voglio raccontarvi è il percorso che ho intrapreso proprio a partire da quella data. Quindi penso che questo articolo abbia ragione d'esistere.




Credo che su un aspetto possiamo tutti concordare, ossi che una relazione, di qualsiasi tipo, influenza la tua persona e le tue scelte. Questo blog è gestito e alimentato solo dalla sottoscritta e negli ultimi tre anni ha inevitabilmente riflesso quello che stava accadendo nella mia vita: le letture intraprese, le collaborazioni, la tipologia di post sono tutti il frutto dei miei cambiamenti di rotta. Questa relazione ha occupato buona parte della mia vita negli ultimi trecentosessantacinque giorni e inevitabilmente ha smussato alcuni dei miei angoli. Qualche esempio? Non ho paura di mettermi in gioco, di mandare email presentandomi e dichiarando quello che so fare; ho aperto una pagina Instagram nelle cui storie parlo e in cui offro la mia forse non richiesta opinione senza troppi giri di parole .

Incredibile, ma vero.

Trovo necessario sottolineare che una storia d'amore non può sostituire uno/a psicoterapeuta: può certamente aiutarti, ma non risolve tutti i problemi. Inoltre, una relazione va nutrita, curata e coccolata e tutto ciò richiede impegno e dedizione. 

Prima di tutto una relazione necessita di pazienza: tanta, tanta pazienza. Sento diverse persone dire “io non sono facile da gestire”, ma in fondo credo che nessuno lo sia. Ognuno di noi ha i propri difetti ed è naturale che la persona con cui condividiamo il nostro tempo non riesca a capirci con uno schiocco di dita. Può essere che ci siano giorni in cui noi siamo insopportabili, giorni in cui loro lo siano, ma bisogna accertarsi per ciò che si è. Secondo voi Elizabeth e Mr. Darcy, una volta che Jane Austen ha scritto l’ultima parola di Orgoglio e Pregiudizio, sono vissuti per sempre felici e contenti? Assolutamente no! Quei due erano così diversi che sicuramente avranno passato il resto delle loro vite a discutere. Ma si amavano tanto e, fidatevi, questo risolve tutto.