giovedì 19 aprile 2018

Perchè ho iniziato ad annotare i libri e come ha rivoluzionato il mio modo di leggere

Perchè ho iniziato ad annotare i libri e come ha rivoluzionato il mio modo di leggere

Fino a qualche anno fa, per me i libri erano sacri: non fraintendetemi, sono ancora una parte importantissima della mia vita a cui dedico tra studio, blog, Instagram e letture circa l'85% della mia giornata, ma  l'oggetto libro, che prima per me era una realtà devozionale, ha perso qualsiasi tipo di attrattiva. Sono giunta alla conclusione che io vivo e divoro storie, non pagine e quello che mi rimane sono emozioni non immacolati margini: insomma,  avere una libreria di romanzi intonsi non mi rendeva più felice. Dopo una lunga riflessione, ho preso in mano penna ed evidenziatore, ho iniziato ad annotare i libri e ho assistito ad una vera rivoluzione. 

Ecco quali sono tutti i benefici che ne ho tratto: 

1) Mi permette di vivere a pieno la storia. 
L'annotare richiede, necessariamente, una lettura più attenta: si è spinti a prestare attenzione ai dettagli, alle sfumature dei dialoghi e diventa impossibile scorrere le pagine in modo superficiale. Ovviamente il processo di lettura si rallenta, ma d'altra parte si riesce a conoscere meglio le situazioni, le dinamiche, ma soprattutto i personaggi. 



2) Io stessa entro a far parte del romanzo. 
Se un personaggio fa o dice qualcosa di particolarmente stupido, non mi limito a pensarlo, ma scrivo a margine Caro, non credi che questa scelta sia davvero sciocca? ( in realtà uso una terminologia un po' più colorita, ma questo blog è family friendly). Se il protagonista mi sta particolarmente simpatico, lo scrivo; se trovo una frase particolarmente bella, la sottolineo; se trovo un passaggio particolarmente importante per i fini della trama, lo sottolineo; se un brano è scritto davvero bene, aggiungo un simpatico VI PREGO DATEGLI/LE IL NOBEL.

L'ultimo romanzo che ho letto ha una vena thriller e una volta concluso è stato divertente tornare indietro e leggere tutte le ipotesi sullo scioglimento della trama che avevo scritto su tutti i miei variopinti post it (spoiler: non una sola mia congettura era esatta). 



3) L'aspetto estetico è stupefacente. 
Parliamoci chiaro, i libri annotati sono bellissimi e sono un ottimo contenuto per Instagram. 



Ammetto di essere alle prime armi, ma ora che ho iniziato a leggere in questo modo non credo che sarò mai in grado di fermarmi.
Se volete saperne di più su questo argomento vi consiglio questo brevissimo saggio di Mortimer J. Adler che mi ha definitivamente convinta ad abbracciare la vita dei #libriannotati.



Voi annotate i libri? Vi piace come idea? Fatemi sapere la vostra opinione a riguardo, sono davvero curiosa. 

Alla prossima,

mercoledì 4 aprile 2018

Letture di marzo: quando nasce la Elena Ferrante fever

Letture di marzo: quando nasce la Elena Ferrante fever


Marzo è stato il primo mese che ho vissuto senza l'ansia degli esami, causa principale delle mie scarse letture durante lo scorso anno. Mi ero ripromessa, dunque, di dedicarmi il più possibile ai miei amati libri, ma nonostante le buone intenzioni il risultato non è stato dei migliori. Infatti, se devo essere sincera, ero convinta di aver letto moltissimo questo mese, ma Goodreads mi ha fatto notare che sono riuscita a concludere solo tre romanzi. Il lato positivo, però, è che due di questi mi hanno completamente assorbita trasportandomi in un realtà che ho fatto fatica a lasciare. Quindi, alla fin fine, sono abbastanza soddisfatta delle mie letture di questo mese. 



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★★
L'amica geniale di Elena Ferrante 

Questo mese si è aperto con la lettura del primo volume delle Neapolitan Novels, libro di cui mi sono innamorata sempre di più ad ogni capitolo. Ve ne ho già parlato nella recensione, quindi non mi dilungherò troppo. 




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L'amore addosso di Sara Rattaro 

Ho preso questo libro in biblioteca, dopo aver sentito parlare più che bene dell'autrice. Purtroppo, non mi è piaciuto particolarmente: l'ho trovato sconclusionato, sembrava che molte eventi fossero inseriti nella trama senza una vera cognizione di causa. Inoltre, mi ha trasmesso una strana sensazione, come se si volesse raggiungere un certo livello di profondità che però non si è riusciti ad ottenere. 




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★★
Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante 

Difficile parlare del secondo volume di questa tetralogia senza fare spoiler, ma posso confessare che mi è piaciuto ancora di più del primo. Le vicende, i sentimenti, le emozioni dei personaggi diventano più complessi e ancora più affascinanti. 




Quali sono state le vostre letture marzoline? Anche voi vi siete innamorati di un libro?
Alla prossima,


mercoledì 28 marzo 2018

6 motivi per andare in biblioteca e perché per me è così importante

6 motivi per andare in biblioteca e perché per me è così importante

Sono quasi tre anni che condivido su internet la mia passione, ma solo l'altro giorno mi sono resa conto che non ho mai parlato di ciò che la finanzia: la biblioteca.
La maggior parte dei libri che leggo non sono stati acquistati dalla sottoscritta, bensì presi in prestito per ventotto giorni da quel magico posto che si trova nel centro della mia cittadina.
Questi sono sei motivi per cui, secondo me, le biblioteche sono un vero e proprio patrimonio dell'umanità. 


1) Parliamoci chiaro: i libri costano
Se comprassi tutti i libri che leggo, ora vivrei sotto un ponte dentro una capanna di copertine rigide Garzanti. 

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2) Lo spazio di camera mia è davvero poco.
Ovviamente quando andrò a vivere da sola ho già intenzione di rinunciare ad una stanza del mio appartamento per conservare su fantastici scaffali Ikea tutti i miei libri (a costo di mangiare sul letto), ma per ora devo accontentarmi delle quattro pareti di camera mia, che oramai sono completamente piene.
Inoltre, tenendo conto che leggo dai cinquanta ai settanta libri in un anno, a quest’ora sarei affogata nella carta. 


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3) Mi permette di decidere se comprare un libro.
Sono molto selettiva con i miei acquisti e raramente impulsiva (vedi punto 1 e 2), quindi la maggior parte delle volte compro un libro dopo averlo preso in biblioteca. Se lo leggo, me ne innamoro e penso che sia necessario possederlo, volo in Feltrinelli, in caso contrario è stato breve, ma intenso.


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io che riconsegno un libro che non mi è piaciuto

  4) Lo so, lo so, i libri della biblioteca non possono essere sottolineati.
Mi rendo conto che per chi, come me, è un grande annotatore questo è un enorme cruccio. Devo ammettere che, però, ci si può ingegnare per risolverlo: ad esempio, io scrivo su un taccuino apposito le citazioni che mi sono più piaciute e per segnare la pagina uso dei post it che, prima di riconsegnare il libro, tolgo.
Easy peasy. 



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come Matilda, anche io torno a casa con le sporte

5) Non sono costretta a tenere libri che non mi piacciono.
Partendo dal punto 3, se un libro non mi piace posso fermarmi al secondo capitolo e riportarlo in biblioteca, senza sentirmi in colpa. Non so voi, ma io dopo aver speso venti euro per un libro, soprattutto se presentato come caso editoriale dell’anno e poi rivelatosi essere la raccolta delle liste della spesa scannerizzate del commesso del fruttivendolo sotto casa, farei fatica a liberarmene. 

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Riducendomi così.

6) La biblioteca mi rende felice.
Il giorno dopo un esame universitario o, in generale, dopo un periodo parecchio stressante, mi concedo una mattinata in biblioteca. Anche se non sono alla ricerca di qualcosa nello specifico, da amante dei libri, adoro passeggiare per gli scaffali, leggere trame e conoscere nuovi autori.
    Tutti i bibliotecari mi conoscono e per me è davvero un piccolo rifugio, dove posso rilassarmi e, per qualche ora, dimenticare tutto. 

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Anche voi siete, come me, degli amanti della biblioteca? Oppure preferite acquistare i vostri libri? Fatemi sapere se siete #teambiblioteca o #teamlibreria


Alla prossima, 





venerdì 23 marzo 2018

Perché ci ho messo così tanto a leggerlo? Recensione de "L'amica geniale" di Elena Ferrante

Perché ci ho messo così tanto a leggerlo? Recensione de "L'amica geniale" di Elena Ferrante



Sono anni che sento parlare de “L’amica geniale” di Elena Ferrante: tutti lo consigliano, tutti lo bramano, tutti lo desiderano e la lista d’attesa per il prestito nella mia biblioteca è più lunga di quella per un trapianto di rene. Avendone sentito parlare allo sfinimento, complice l’inizio delle riprese della trasportazione televisiva, mi sono decisa e l’ho inserito nella lista libri che voglio leggere quest’anno.
Per una serie di strane coincidenze astrali
(detto in parole povere: l’ho trovato usato sul Libraccio), sono riuscita a leggerlo prima del previsto e, da come forse potete intuire, me ne sono follemente innamorata. 


L'amica geniale
Autrice: Elena Ferrante
Casa Editrice: Edizioni e/o
Prezzo: 18,00 
★★


Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L'autrice scava nella natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. 


Sinceramente, all’inizio ho fatto fatica ad immergermi completamente nel mondo descritto da Ferrante. Forse perché  è molto lontano dalle ambientazioni dei romanzi che leggo solitamente (licei, università, luoghi sperduti nel Nord America o società mercantili trecentesche), ma non riuscivo ad orientarmi  in questa Napoli di fine anni Cinquanta.
Un altro aspetto, che ha rallentato notevolmente la mia lettura, è stato lo stile dell’autrice. Infatti, sceglie periodi brevi e densi, senza subordinate e con un lessico davvero semplice. Cresciuta con grandi giri di parole e frasi ridondanti, ci è voluto un po’ prima che riuscissi ad abituarmi a questo metodo. Ovviamente, ben presto mi sono ricreduta, e quel modo di scrivere così lontano dai miei parametri è diventato, in una manciata di ore, una vera e propria ispirazione. Negli ultimi giorni, infatti, mi sono ritrovata a compiere un lavoro di labor limae con qualsiasi testo mi ritrovassi a scrivere, avendo nella mente lo stile della lettura che stavo affrontando. 

[...] lei si esprimeva con frasi sì curate, sì senza un errore pur non avendo continuato a studiare, ma - in più - non lasciava traccia di innaturalezza, non si sentiva l'artificio della parola scritta. 
Leggevo e intanto vedevo, sentivo lei. 

Un aspetto, però, mi ha immediatamente colpito: ogni qualvolta Ferrante descrivesse i sentimenti della protagonista o di altri personaggi, riuscivo subito a farli miei. L’invidia, la gelosia, le paure, le gioie di Elena, diventavano in un batter d’occhio le mie. Anche per questo non solo risulta impossibile non affezionarsi alla protagonista della vicenda, ma anche non sentirsi vicini a tutti i personaggi. Concludere questo libro è stato come dire un arrivederci a degli amici che mi avevano concesso il privilegio di ascoltare la loro storia. 




Elena Ferrante è in grado di rappresentare i rapporti umani con una genuinità e attenzione estremamente rare. Credo che questa sia la chiave del romanzo e del suo successo: i veri protagonisti non sono Elena, Lila, Nino, Stefano e tutto il rione, ma i loro sentimenti. Sentimenti che l’autrice, con grande abilità, riesce a trasformare in universali.
 “L’amica geniale” non racconta semplicemente una storia, racconta la storia. 

Alla prossima,

lunedì 5 marzo 2018

5 consigli da 5 bookstagrammer, ossia come districarsi nel social network più in voga nel mondo dei libri

5 consigli da 5 bookstagrammer, ossia come districarsi nel social network più in voga nel mondo dei libri


Il mese scorso ho ceduto anch'io e ho aperto un profilo Instagram collegato al blog. Devo ammettere che, avendone già un0 personale, ero a conoscenza della versatilità degli hashtag e dell'importanza del filtro in bianco e nero per rendere il tutto più misterioso e intellettuale, ma davvero poco sapevo del mondo di bookstagram. Non riuscendo a capire da dove partire, ho deciso che il passo più intelligente sarebbe stato quello di chiedere aiuto alle mie colleghe/amiche/bookblogger preferite e questa mi è sembrata una buona occasione per condividere anche con voi i preziosi consigli che mi hanno donato. In fondo, come dice ogni studente universitario prima di un esame, "siamo tutti sulla stessa barca".






Instagram sta diventando il social network preferito di molti, tra cui le bookblogger e bookstgramer, per via della sua immediatezza e per il maggiore coinvolgimento del lettori. Il web è pieno zeppo di articoli che elencano i consigli per avere successo e un incremento dei follower, ma io sinceramente non ho le competenze per farlo perché sono un utente come molti altri e quel che ho imparato l'ho imparato come tale.”

Siham indica, nello specifico, quello che, a suo parere, non si dovrebbe fare “ovvero uniformare i propri contenuti a quelli degli altri perché quelli degli altri ricevono tanti like” e “smetterla di considerare i cuoricini che i follower lasciano ai nostri post perché, anche se su IG vige ancora la meritocrazia, quel che rema contro è quell'algoritmo che fa impazzire tutti.” Inoltre sarebbe necessario mantenere il focus sulle foto che postiamo, sulle didascalie, mostrarsi umani e qualche scorcio di vita quotidiana, rispondere ai commenti di chi perde quel minuto a scriverlo e ai messaggi, anche solo con un cuoricino, perché la relazione che si crea con la propria community vale più di una manciata di like e di un migliaio in più di follower. Ed infine, siate creativi e divertitevi!”






“Diciamoci la verità, Instagram ci piace perché ci fornisce quella visibilità di cui sentiamo il bisogno: che sia una necessità pratica, per far conoscere un brand, o puramente estetica, per far vedere quanto sono belli i nostri smoothie del mattino, è comunque un bisogno di visibilità. Ora accantoniamo per un momento vostro cugino Tonino che pubblica foto del suo cucciolo di Labrador: quello è un account personale, che ha come pubblico amici, parenti, spasimanti segreti. Ciò che ci si propone si fare se si apre un account bookstagram, invece, è farsi conoscere al di fuori della nostra cerchia abituale.”

Lucrezia sottolinea fin da subito che ciò che ha la priorità su Instagram è l'immagine e la sua qualità, però, precisa "quando dico “qualità” non intendo dire che se non avete una reflex iper potente, duecento softbox per la luce e props costosissimi non avrete successo. Vi basta la fotocamera del telefono e, giuro, gli strumenti forniti da Instagram per cominciare." 
Riassume i suoi consigli a riguardo in tre punti principali: 


  • Il tema. Chi balza sul vostro profilo vuole vedere un tema ordinato. Se ogni foto ha un formato diverso e colori completamente casuali, l'idea che riceve il visitatore è quella di un'accozzaglia di cose buttate lì senza soluzione di continuità. … Potrebbe essere qualunque cosa: uno sfondo sempre uguale, oppure un elemento arancione in ogni foto, o ancora una profusione di colori pastello. L'importante è dare al tema una definizione: sarà più facile ricordarsi di voi come “quello che mette sempre una matita nelle foto” piuttosto che “quello che fa le cose a caso”. Non riuscite a trovare ispirazione? Cercate “Instagram theme” su Pinterest: è un pozzo delle meraviglie per tutto ciò che nutre l'occhio.
  • La costanza. Non potete pensare di pubblicare 10 foto al giorno per 3 giorni e poi sparire per settimane. Prima di tutto, l'algoritmo di cui si avvale Instagram è bastardo e vi farà finire nel dimenticatoio di ogni server; secondo di tutto, chi vi segue si stuferà o si dimenticherà di voi. Il mio consiglio, basato sulla mia esperienza, è di postare circa 5 foto alla settimana: se una volta sono 4 e un'altra sono 6 non è un problema, ma mantenetevi su questo tipo di programmazione.
  • La didascalia. Ogni foto arriva con uno spazio di 2.000 caratteri da riempire con ciò che volete. Ad ogni buona foto si deve accompagnare un buon contenuto. Parlare della creazione di contenuti mi farebbe uscire dal seminato, perciò lascio ad altri questo compito, vi dico solo che una fotografia può essere da premio, ma se non è seguita da almeno una parola o due che abbia un valore personale, allora la potete anche cestinare.



"Se hai deciso di creare un account Instagram per pubblicare le tue foto, in cui i libri e tutto ciò che gira intorno ad essi sono i protagonisti, armati di pazienza e creatività.
Premetto che non mi ritengo affatto un'esperta del settore, ma qualche piccolo trucchetto credo di averlo imparato."

Ecco i consigli di Silvia:
  • Non occorre necessariamente seguire un tema, però se vuoi che il tuo feed rispecchi un'idea che hai in mente, ti consiglio di pensarci su. Scegliere un tema è molto semplice, basta "stabilire" i colori principali che ricorreranno nelle tue foto (come il bianco, il marrone, etc.). Per sapere in anticipo come le tue foto appariranno una volta pubblicate, ti consiglio di scaricare un'app che ti permetta di vedere il tuo feed in anteprima (io uso Preview, ma ce ne sono molte altre!)
  • Pubblica le tue foto con costanza. Non penso esista un orario giusto per farlo, perciò fai dei tentativi per scoprire quali orari sono ottimali per te e per i tuoi followers.
  • Condividi notizie o semplicemente ciò che stai leggendo con i tuoi followers attraverso le Stories. Facili, veloci e personalizzabili (io mi diverto un sacco!)



"Scatta foto ai libri, ma parla di loro solo se li hai già letti!"

Questo è il grande consiglio di Annamaria. "Il primo grande sbaglio dei bookstagrammer è quello di scattare foto meravigliose con protagonisti i libri, ma con delle descrizioni davvero scarne e superficiali. Voi direte, perché lo fanno? Beh, il motivo è che quel libro non lo hanno minimamente letto, ma se ne sono fatti un’idea soltanto dando un’occhiata alla quarta di copertina. Quindi, il mio umilissimo consiglio è: curate i dettagli, leggete i libri che postate e descriveteli attraverso le emozioni e le sensazioni che vi hanno trasmesso. Solo così i vostri followers vi apprezzeranno e decideranno di seguire la vostra pagina piena zeppa di consigli letterari."




"Prima regola per un buon bookstagrammer: sii te stesso. Banale? Forse, ma è un regola che vala per tutto e soprattutto per un luogo dove si deve esprimere la propria passione."

Grazia è molto diretta nel consigliare di "creare un tuo stile che rispecchi in pieno quello che rappresenta per te il mondo dei libri. Semplice, estroso non importa quale sia lo stile che decidi usare, ma fallo tuo. 
Pensa cosa potrebbe attirare la gente a seguirti, cosa potrebbe spingerla a leggere un determinato libro e scatta!
E altra cosa molto importante: non prenderti molto sul serio, la foto non sarà la sola cosa che attirerà chi guarda il tuo profilo, ma anche ciò che scrivi catturerà un tuo papabile follower!
Ah sì, altra regola importante?

Divertiti!"


Concluderei dandovi anch'io un consiglio: se non le conoscete, andate a scoprire non solo i profili Instagram, ma anche le grandissime ragazze che li gestiscono e che hanno gentilmente deciso di collaborare con me per questo post! Tutte e cinque sono persone disponibili e attente e i loro contenuti sono sempre originali e curati.

Vi sono serviti questi consigli? Voi stessi avete qualche perla da donarmi?

Alla prossima,

mercoledì 14 febbraio 2018

Avevo detto niente più booktag, ma qui si parla dei Raven Boys e Maggie Stiefvater quindi non potevo tirarmi indietro

Avevo detto niente più booktag, ma qui si parla dei Raven Boys e Maggie Stiefvater quindi non potevo tirarmi indietro

L'avevo promesso: niente più booktag. Le domande erano sempre le stesse, le mie risposte abbastanza ripetitive e prevedibili  (come fare a scegliere due libri che in un tag rappresentino l'inverno e in un altro Elsa di Frozen?) e, sostanzialmente, mi annoiavano a morte.
Stamattina, però, mentre spulciavo nei meandri dell'internette ho trovato queste nove domande su quella che è, a tutti gli effetti, la mia serie preferita: The Raven Cycle di Maggie Stiefvater. 

Dopo aver scritto recensioni (x x x x) e parlato più volte del mio eterno amore per Gansey, non vi sorprenderà il fatto che ho gettato tutte le mie buone intenzioni per celebrare, ancora una volta, la mia ossessione. 

Disclaimer: il tag originale è in inglese, la traduzione, per quanto tentennante, delle domande è mia.


Nei libri, Maura più che essere la mamma di Blue è una sua grande amica. 
Qual è la madre cartacea che maggiormente preferisci? 

Ho da poco finito di leggere Wonder e ho adorato la mamma di Auggie: presente, ma non invadente, una grande donna che è stata in grado di tenere unita una famiglia nonostante le evidenti difficoltà. 

Se, però, vogliamo parlare di mamme al di fuori del mondo della carta, sappiamo tutti su chi la mia scelta ricadrebbe...

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Adam vuole frequentare l'Aglionby per poter, un giorno, scappare da casa sua. Hai mai sognato di vivere da qualche altra parte? Dove?


Ignorando la mia fase anglofila liceale, in cui tutto in Inghilterra e in particolar modo a Londra era meglio, e CIAO MAMMA VADO A VIVERE DI STENTI IN UNA DELLE MAGGIORI CAPITALI EUROPEE FINO A CHE MR. DARCY MI CHIEDERÀ IN SPOSA  ( ci sono cose del mio passato che preferirei non ricordare), sono due le mie mete letterarie da sogno: 

1) Hogwarts. Chiamatemi banale ma stiamo parlando di           H O G W A R T S. Avete presente i banchetti d'inizio anno? 

2) L'era Regency. Naturalmente mi vedo più come una ricca Emma che può decidere di sposarsi o no, che come la squattrinata Charlotte.

Ho notato che tutto questo riconduce, comunque, all'Inghilterra: alcuni fantasmi del passato non ti abbandonano mai. 

Nel secondo libro incontriamo l'Uomo Grigio, un sicario che ama la poesia. C'è un libro che ha completamente stravolto le tue aspettative? 

Dovete sapere che nel momento in cui mi approccio ad una nuova lettura, io non leggo la trama, nemmeno quella stringata sul retro. Le mie aspettative, quindi, si basano prevalentemente sul "sentito dire" e, poiché seguo blogger con gusti letterari molto simili ai miei, raramente rimango delusa ( quindi capite quanto sia difficile per me scegliere ogni anno le "delusioni del 20equalcosa").

Gansey ha passato buona parte della sua vita alla ricerca di un re sepolto che si dice potrà esaudire un desiderio. Quale desiderio chiederesti a Glendower?

Ciao Glendower sono io, la tua amata e invadente fan numero uno due. Potresti far sì che il/la tizio/a che cammina davanti a me in metropolitana non si fermi all'improvviso, causando così una reazione domino che inizia con me che gli cado aggraziatamente addosso?
Qual è il motivo, io mi chiedo, per questa fermata improvvisa: un'illuminazione divina? Hanno dimenticato di spegnere il gas? Hanno momentaneamente scordato come si fa a camminare?
Cordiali saluti. 

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Nel corso di questa serie Greenmantle è uno dei cattivi che hai incontrato. Chi è il tuo villain preferito? 

Non ho cavalcato l'onda del "non-sono-cattivi-hanno-solo-un-passato-difficile" che negli ultimi anni è stata vista un po' ovunque, quindi non saprei come rispondere. Potrei dirvi Moriarty, ma solo perché Andrew Scott è un grandissimo attore, per il resto è un pazzo psicopatico, uccide le persone e per quanto possa essere geniale, non mi piace per nulla. 

Conclusione: non mi piacciono i cattivi. 

Blue ha i suoi Raven Boys. Chi fa parte del tuo team di letture? 

Il mio team di letture è abbastanza silenzioso e ha sede su Instagram: sono un'assidua frequentatrice dei profili dei miei/delle mie blogger preferiti/e e quando vedo che stanno leggendo un libro che ho amato o lascio loro un simpatico commento di incoraggiamento o mi limito ad un classico annuire con il capo. 

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Ronan è un duro*  con un lato sensibile. Quale libro che hai letto era pieno di azione, ma con molte situazioni con un alto tasso di emotività? 

Non sono una grande amanti dei libri "pieni di azione" ( con questo tag ho capito di non essere amante di molte cose), ma se proprio dovessi scegliere, direi... The Raven Cycle di Maggie Stiefvater? È legale? No? 

Nel dubbio, visto che oggi è anche San Valentino, sfrutto l'occasione per consigliare per l'ennesima volta Il cavaliere d'inverno di Paullina Simons. Lo so che molti di voi l'hanno già letto, ma so che altrettanti lo conoscono ma non hanno ancora avuto la forza di prendere in mano questo tomo: questa è la vostra wake up call, leggetelo!

perdonatemi la pessima traduzione, ci starebbe meglio un aggettivo- parolaccia che però non voglio scrivere.

Noah ha un cuore d'oro. Chi ha toccato il tuo cuore di recente?

Tartarughe all'infinito di John Green. Vi ho già parlato dell'ultima fatica di uno dei miei autori preferiti e non posso smettere di parlarvene. Come avevo previsto, continuo a pensare a questo libro a distanza di mesi e non vedo l'ora di rileggerlo.

Calla è una donna con delle forti opinioni che non ha paura di esprimere e che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Chi è la tua strong female character preferita?

L'ultimo mio esame prevedeva un monografico su Italo Calvino e, cogliendo la palla al balzo, sono andata a rivedermi alcune delle sue opere, in particolar modo Il barone rampante, che avevo letto alle medie.  Mi ero completamente dimenticata di Viola e della sua personalità: una bambina e, poi, una giovane donna, sicura di sè, un po' pedante, ma sempre pronta dire la sua. 


Motosega è un fantastico animale domestico. Se potessi avere un animale "esotico".. Quale sarebbe? Come lo chiameresti?

Un cacatua. Lo chiamerei Arnaldo. 
Confesso che la mia motivazione principale è quella di passare le mie giornate a riprenderlo e a pubblicare video di undici secondi su YouTube.

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Come concludere questo tag se non con un appello: il primo a voi, persone che non avete letto questa fantastica serie, affinché vi decidiate a prenderla il mano e a innamorarvene. La seconda alla Rizzoli: se mai leggerai questa disperata richiesta, continua la traduzione e la pubblicazione degli ultimi due volumi, ti prometto che te li compro, anche se ho già i libri in inglese. 

Alla prossima,

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