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venerdì 15 febbraio 2019

Libri per ragazzi che piacciono a tutti. "La spaventosa paura di Epiphanie Frayeur" di Séverine Gauthier e Clément Lefévre 🍃


Epiphanie è terrorizzata dalla sua ombra. In questo caso però non si tratta di un modo di dire, perché la nostra eroina dai lunghi capelli bianchi è inseguita fin dalla nascita da un'enorme e scura ombra: la sua paura

Ecco Epiphanie. Ha otto anni e mezzo.
Ed ecco la sua paura, ha otto anni e mezzo pure lei.
In otto anni e mezzo Epiphanie non è cresciuta molto.
La sua paura sì. 


La storia di Epiphanie richiama in molti aspetti Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll: la bambina infatti viene trascinata in un mondo magico alla ricerca di qualcuno che possa aiutarla a superare la sua paura. Durante questo viaggio incontra un dottore imbroglione, un parrucchiere pieno di sé, un cavaliere sanza macchia e sanza paura, un circo pieno zeppo di personaggi strampalati, un omino galleggiante e un'indovina fuori dal comune. Ognuno di loro cercherà di aiutare la piccola Epiphanie, ma sarà proprio lei, da sola, che alla fine capirà una grande lezione: il coraggio lo possiamo trovare solo dentro di noi

lunedì 11 febbraio 2019

Come raccontare l'immigrazione ai più piccoli. Recensione de "La città in fondo al mare" di Mauro Grimaldi e Spartaco Ripa 🐳


Quando la dolce Eliana mi ha parlato de La città in fondo al mare, ho capito dalle sue parole che si trattava di un libro davvero speciale. Solo le premesse mi hanno spinta verso questa direzione: si tratta di un albo illustrato che si rivolge ai bambini dei primi anni della scuola primaria e che vuole spiegar loro l'attualissimo tema dell'immigrazione

Subito la mia curiosità è stata solleticata (e oramai dovreste sapere che questo mio attributo determina molte delle mie scelte di lettura): come poter proporre un tema così delicato ad un bambino che ha appena imparato a leggere? Come si può raccontare con sincerità una realtà così terribile anche per noi adulti? 


La città in fondo al mare riesce in questo intento, fornendo riuscendo a fornire ai più piccoli una visione molto umana di ciò che sta accadendo. 


La città in fondo al mare
Autore: Mauro Grimaldi 
illustrazioni di Spartaco Ripa
Casa Editrice: Edizioni Sonda
Prezzo: 12,90 
⭐⭐⭐⭐

[il libro è un omaggio dalla casa editrice, che ringrazio 💖]

C’è una città abitata da gente di ogni età e colore della pelle.Parlano tante lingue diverse, eppure si capiscono benissimo.Vivono nella pace e nella gioia e sono sempre gentili tra di loro.Vale proprio la pena di conoscerli e di scoprire perché vivono in fondo al mare.


Esiste in fondo al mare un città che si basa sull'armonia e la pace. Un mondo magico dove la diversità è padrona, senza però essere un ostacolo: tutti i suoi abitanti riescono a capirsi grazie ad una lingua universale fatta di bollicine. Una realtà in cui l'unica moneta di scambio è l'amore.

In fondo al mare le regole nascono dal cuore, dalla gentilezza, dall'accoglienza, dall'amore e sono tutti felici: donne, uomini bambini e pesci di tutte le forme e i colori. 

Mentre i più piccoli rimangono affascinati dalla descrizione della balena-bus e dello squalo-taxi, mentre tentano di immaginare quanto potranno mai essere alti i barcacieli, a noi un po' più grandicelli (e purtroppo molto più pragmatici) una domanda sorge spontanea: ma dove si trova questo posto?  

 In fondo al mare, nella striscia di acqua che unisce l'Africa all'Europa, c'è una città bellissima con mille bandiere di tutti i colori.

Quella striscia d'acqua inevitabilmente accende in noi una lampadina e La città in fondo al mare assume tutto un altro significato. Per fortuna per i bambini non è così: a loro possiamo ancora raccontare la realtà come dovrebbe essere e sperare che nel futuro riescano a fare qualcosa per raggiungere quell'ideale. Un ideale fatto di amore e accoglienza, dove la speranza è più forte della paura e dove il pronome io viene ridimensionato.



martedì 5 febbraio 2019

Una storia di passione e coraggio. Recensione di "Butterfly" di Yusra Mardini 🦋



Uno dei più grandi doni che mi è stato fatto è quello di una passione. Quando io parlo di "passione" mi riferisco a ciò che ti fa alzare dal letto alla mattina, ciò che metti sempre e comunque al primo posto, ciò che ti fa stare sveglia fino ad orari improponibili senza sentire la stanchezza. La passione che brucia, che divora, che chiede sempre e con una tale insistenza che non puoi ignorarla, quella passione a cui decidi di dedicare la tua vita

Yusra Mardini ha un'enorme passione, quella per il nuoto. Una passione così forte da spingerla a lasciare la Siria, la sua terra natale, per continuare ad allenarsi in Europa. Yusra non è solo una nuotatrice olimpionica, è anche una rifugiata e questa etichetta l'ha definita più di quanto lei volesse. 


Butterfly
Butterfly 

Autrici: Yusra Mardini e Josie Le Blond
Casa Editrice: Giunti 
Prezzo: 14,00 

⭐⭐⭐⭐

[il libro è un omaggio dalla casa editrice, che ringrazio 💖]


Mentre l'imbarcazione di Yusra naufraga, nell'ultimo tratto del suo lungo viaggio per fuggire dalla guerra in Siria, lei e sua sorella Sarah si tuffano in mare per condurre in salvo la barca e gli altri passeggeri a bordo. Nuotano per ore nelle acque gelide, rischiando la vita, riescono a raggiungere le coste di un'isola greca. Da lì, il loro viaggio prosegue fino a Berlino. Il coraggio di Yusra e il suo talento di nuotatrice sono stati premiati: si qualifica alle Olimpiadi di Rio 2016 e gareggia come membro della squadra olimpica degli atleti rifugiati. Yusra è oggi ambasciatrice dei rifugiati ed emblema per i migranti di tutto il mondo: un potente esempio di resilienza e determinazione.


Dopo aver letto la sua autobiografia, ho iniziato a seguire Yusra su Instagram. Ciò che maggiormente mi ha sconvolto è che è una ragazza normale: classe 1998, anche lei è un'amante delle foto grunge e imbronciate, utilizza le stories per chiedere di farle una domanda e si capisce che è un'intenditrice di filtri. Subito però mi sono resa conto di aver commesso un grande errore: sorprendermi davanti alla sua normalità. Infatti è proprio lei che all'interno del suo libro mette in evidenza come tutti oramai siano abituati a considerarla "un'eroina", "un simbolo" e "una rifugiata", ma pochi la vedono per quello che è davvero: una ragazza che ha sempre e solo voluto nuotare

lunedì 4 febbraio 2019

Letture di gennaio: un viaggio tra stelle, demoni e una delusione 🌠


Ve l'ho già detto che gennaio è un mese che proprio non mi piace, ma questo nello specifico sembrava destinato a durare in eterno. Gennaio è stato il mese delle corse contro il tempo, delle crisi di nervi (abbiamo avuto anche quelle) e di uno dei miei incubi personali, ossia la sessione invernale.

Ogni difficoltà che riusciamo a superare, come è saputo, è in grado di portarci grandi insegnamenti. Così gennaio è stato anche il mese in cui ho imparato a prendere pause: non solo dallo studio, ma anche dai progetti, dalle persone e dalle scelte, per potermi allontanare e ridare a tutto la giusta importanza; gennaio è stato il mese in cui ho capito che delle volte done is better than perfect e che il perfezionismo è sempre stata la mia nemesi; infine gennaio è stato il mese in cui ho capito quanto sia importante per me appartenere

In un mese così ricco sono stata accompagnata da letture davvero sorprendenti: 

giovedì 31 gennaio 2019

Un viaggio nei vicoli napoletani. Recensione "Perduti nei Quartieri Spagnoli" di Heddi Goodrich ☕


Non ero mai stata a Napoli: non avevo mai visto il Vesuvio dal vivo, non conoscevo gli odori e i colori di questa città e non mi ero mai persa nel caos dei Quartieri Spagnoli. Non ero mai stata a Napoli, ma Heddi mi ha presa per mano e me l'ha fatta visitare, mostrandomi i suoi labirintici vicoli e i suoi personaggi indimenticabili. 



Copertina Perduti nei Quartieri SpagnoliPerduti nei Quartieri Spagnoli 
Autrice: Heddi Goodrich
Casa Editrice: Giunti 
Prezzo: 19,00 
⭐⭐⭐⭐

[il libro è un omaggio dalla casa editrice, che ringrazio 💖]
Una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. Heddi, studentessa di glottologia all'Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un'immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall'empatia, da un bisogno di radicamento e dall'entusiasmo della giovinezza. Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l'un l’altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere. Questo romanzo, scritto in un italiano letterario di rara bellezza, tanto più sorprendente considerando che l'autrice è di madrelingua inglese, è una doppia storia d'amore: per una città e per un giovane uomo. Pietro è studente di geologia, figlio di una famiglia contadina della provincia di Avellino, gente avvinta alla terra da un legame ostinato, arcaico. A Napoli, benché il suo paese sia distante solo cento chilometri, Pietro è straniero tanto quanto Heddi. 
Heddi arriva a Napoli per uno scambio interculturale e decide di non abbandonarla più; finisce il liceo e si iscrive all'Orientale di Napoli dove studia Lingue. La semiotica non è solo uno dei tanti esami che deve dare per laurearsi, ma anche il mezzo attraverso il quale legge i vicoli di questa città. L'Americana (così la conoscono tutti) impara ad immergersi nella cultura partenopea, concedendosi completamente.

Senza dubbio è lei la protagonista della storia, con le sue paure, i suoi dubbi e il suo divorante amore per Pietro, ma sono convinta che ci sia un'altra protagonista nascosta, che impregna ogni parola del suo racconto: Napoli. Napoli ci viene presentata in tutta la sua spaventosa bellezza: una città carica di storia, una storia fuori da qualsiasi schema, sempre sull'orlo di essere distrutta da un terremoto e da un'eruzione del Vesuvio, che tutto cancellerebbe nel giro di pochi minuti. Questa sensazione di incertezza pervade tutti i suoi abitanti, compresa Heddi, che si sente costantemente in bilico, in attesa, tanto da diventare uno dei leitmotiv del romanzo. 
Secolo dopo secolo, a Napoli non cambiava mai niente. E stavo cominciando a sospettare che quella strana malinconia, che forse era unicamente napoletana, fosse la consapevolezza che, qualunque cosa succeda, la vita va avanti.