TinyDropdown Menu The Book Lawyer: Un viaggio nei vicoli napoletani. Recensione "Perduti nei Quartieri Spagnoli" di Heddi Goodrich ☕

giovedì 31 gennaio 2019

Un viaggio nei vicoli napoletani. Recensione "Perduti nei Quartieri Spagnoli" di Heddi Goodrich ☕


Non ero mai stata a Napoli: non avevo mai visto il Vesuvio dal vivo, non conoscevo gli odori e i colori di questa città e non mi ero mai persa nel caos dei Quartieri Spagnoli. Non ero mai stata a Napoli, ma Heddi mi ha presa per mano e me l'ha fatta visitare, mostrandomi i suoi labirintici vicoli e i suoi personaggi indimenticabili. 


Risultati immagini per perduti nei quartieri spagnoliPerduti nei Quartieri Spagnoli 
Autrice: Heddi Goodrich
Casa Editrice: Giunti 
Prezzo: 19,00 
⭐⭐⭐⭐

[il libro è un omaggio dalla casa editrice, che ringrazio 💖]
Una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. Heddi, studentessa di glottologia all'Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un'immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall'empatia, da un bisogno di radicamento e dall'entusiasmo della giovinezza. Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l'un l’altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere. Questo romanzo, scritto in un italiano letterario di rara bellezza, tanto più sorprendente considerando che l'autrice è di madrelingua inglese, è una doppia storia d'amore: per una città e per un giovane uomo. Pietro è studente di geologia, figlio di una famiglia contadina della provincia di Avellino, gente avvinta alla terra da un legame ostinato, arcaico. A Napoli, benché il suo paese sia distante solo cento chilometri, Pietro è straniero tanto quanto Heddi. 
Heddi arriva a Napoli per uno scambio interculturale e decide di non abbandonarla più; finisce il liceo e si iscrive all'Orientale di Napoli dove studia Lingue. La semiotica non è solo uno dei tanti esami che deve dare per laurearsi, ma anche il mezzo attraverso il quale legge i vicoli di questa città. L'Americana (così la conoscono tutti) impara ad immergersi nella cultura partenopea, concedendosi completamente.

Senza dubbio è lei la protagonista della storia, con le sue paure, i suoi dubbi e il suo divorante amore per Pietro, ma sono convinta che ci sia un'altra protagonista nascosta, che impregna ogni parola del suo racconto: Napoli. Napoli ci viene presentata in tutta la sua spaventosa bellezza: una città carica di storia, una storia fuori da qualsiasi schema, sempre sull'orlo di essere distrutta da un terremoto e da un'eruzione del Vesuvio, che tutto cancellerebbe nel giro di pochi minuti. Questa sensazione di incertezza pervade tutti i suoi abitanti, compresa Heddi, che si sente costantemente in bilico, in attesa, tanto da diventare uno dei leitmotiv del romanzo. 
Secolo dopo secolo, a Napoli non cambiava mai niente. E stavo cominciando a sospettare che quella strana malinconia, che forse era unicamente napoletana, fosse la consapevolezza che, qualunque cosa succeda, la vita va avanti.




Heddi a Napoli non solo trova una casa, ma anche l'amore. Pietro è uno studente di Geologia, combattuto tra il desiderio di esplorare il mondo e un sentimento forte e genuino che lo tiene inchiodato alle sue origini e alla sua famiglia. I due si amano come solo a vent'anni si può fare: questa passione li travolge, li fa bruciare e li spinge a lasciare tutto solo per l'idea di una vita passata assieme. Ma non è semplice andarsene, non è semplice rinnegare le proprie origini e la propria casa.
I personaggi di questo romanzo sono costantemente in viaggio, costantemente alla ricerca di un posto da chiamare "casa": Heddi nella sua vita cambia paesi, città, vie, appartamenti, stanze e letti, alla ricerca di un posto dove fermarsi e mettere  nuove radici. Fino alla conclusione finale, la verità senza precedenti, quella che ci insegna che casa in fin dei conti non è un luogo. 


Con o senza un nome, ciò che avevamo io e Pietro era incorruttibile, un legame più forte di ossa o di sangue. Insieme non eravamo semplicemente la somma di uno più uno ma una moltiplicazione esponenziale, una forza più grande di noi due [...]
Lo stile di Goodrich è denso e particolarmente cinematografico: riesce a rendere tangibili le atmosfere, i profumi e i suoni della sua caotica Napoli. Heddi ti trascina nella sua vita e vieni costretta a rivivere con lei tutte le sue vicende, le sue sensazioni ed emozioni e a ritrovarti, in diversi casi, nelle sue parole. Un forte senso di malinconia pervade tutto il romanzo: la fine la si conosce fin dall'inizio eppure si continua a sperare che gli eventi possano cambiare, che il destino possa riservare qualcosa di diverso, e ci si sente estremamente impotenti davanti allo sgretolarsi di tutte le certezza di Heddi. 
Il finale mi ha lasciata in sospeso, desiderosa di sapere di più e di vedere tutti i fili della storia ricongiungersi: la storia di Heddi, però, non è ancora finita e questo finale aperto è l'esempio chiaro che qualsiasi cosa accada la vita va avanti. 


Conoscevate questo romanzo? 
Avete mai letto dei libri che riescono a raccontare una città nei suoi minimi dettagli? 
💖

Alla prossima,

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