giovedì 28 dicembre 2017

2017: recensione libresca e personale di dodici mesi



Cari lettori,
così come l'anno scorso mi ritrovo agli sgoccioli di questi dodici mesi per riassumervi, in breve, cosa è successo in questo ultimo periodo.
Il 2017 è stato un anno pieno di sorprese, ma, soprattutto di crescita. Al momento mi sembra difficile parlare positivamente della mia vita, perché sto attraversando delle settimane abbastanza difficili ed estenuanti, ma credo che mi faccia bene sedermi e raccontarvi che, nonostante qualche momento buio, gli ultimi mesi mi hanno regalato tante belle realtà. 
Andando con ordine, partirei presentandovi il podio delle più belle esperienze del 2017:

  •  Ho assistito a due concerti, di cui uno, quello dei Coldplay a San Siro il tre luglio, è stato indimenticabile: le luci, le canzoni, l'atmosfera e la sensazione di far parte di una generazione che può davvero cambiare il mondo la conserverò sempre nel mio cuore.


  •  A marzo ho incontrato il Papa, o meglio, ho intravisto il Papa. Esatto, nessun incontro ufficiale in Vaticano             ( quello lo rimandiamo al 2047), ma ho partecipato alla Santa Messa al Parco di Monza, una giornata speciale grazie anche alle persone con cui l'ho condivisa. 




  •  Ho festeggiato il mio compleanno con le migliori amiche di sempre e ho passato delle bellissime vacanze in loro compagnia, all'insegna delle risate e di forse troppe bollicine.




Senza dubbio, però, il più bel regalo di quest'anno non è stata un'esperienza, ma una persona molto speciale.
Qualcuno che è entrato nella mia vita silenziosamente a gennaio e che ora, a fine dicembre, non è semplicemente il mio ragazzo, ma il mio migliore amico, il mio confidente, colui a cui mi rivolgo per ogni minimo dubbio, colui che ha completamente rivoluzionato la mia vita nel migliore dei modi e colui per cui sarò sempre grata.





Passando all'ambito libresco, quest'anno ho letto un totale di trentasette libri e ho fallito, per la prima volta nella mia vita, la Goodreads Reading Challenge. Una mancanza per cui, dodici mesi fa, mi sarei flagellata, ma tra le varie cose che ho imparato c'è anche quella di essere meno severa con me stessa e accettare, una volta per tutte, di non essere invincibile.
I libri che più ho amato sono stati:

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  • Solo per sempre tua di Louise O'Neill → un bellissimo YA distopico femminista, che mi letteralmente stravolta.(recensione)
  • Tartarughe all'infinito di John Green → questo è sicuramente il libro che più mi ha segnata e che, a distanza di pochi mesi, ho già voglia di rileggere.  (recensione)
  • Il dottor  Živago di Boris Pasternak → un vero e proprio mattone ( ma come sapete I love big books and I cannot lie), una lettura sofferta che si è protratta per diversi mesi, ma ne è valsa la pena.
Tralasciando, come ogni anno, le mie letture universitarie, i libri che maggiormente mi hanno deluso sono stati:

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  •  Carry on di Rainbow Rowell → nonostante si tratti di una delle mie autrici preferite, non sono riuscita a immergermi completamente nella storia e ad apprezzarne i personaggi. L'ho ritenuto un libro mediocre: forse il problema, come sempre, sono state le alte aspettative dovute alle recensioni più che positive.

  • La mia vita non proprio perfetta di Sophie Kinsella → ero al mare, in vacanza con le amiche, e quale lettura migliore di un frivolo romanzo di Kinsella? Qualcosa che si legge in pochi giorni, leggero, divertente … Mi sbagliavo. Ci ho messo quasi un mese a concludere questo libro, che, francamente, ho ritenuto ben sotto la media dei suoi lavori precedenti.


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Vorrei dare, infine, un riconoscimento speciale a Parlare a raffica di Lauren Graham. Nel 2017, infatti, ho divorato, oltre questo libro, tutte le otto stagioni di Una mamma per amica e ho intenzione di ricominciare tutto il ciclo da capo con l'anno nuovo.



Per quest'anno è tutto, cari lettori: grazie, come sempre, per avermi tenuto compagnia in questi dodici mesi. Vi auguro un 2018 pieno di desideri realizzati, di libri da cinque stelline su Goodreads e di fiducia nel fatto che la vita possa sempre sorprendervi.
Alla prossima,

giovedì 23 novembre 2017

Cinque libri da leggere se hai amato "Orgoglio e Pregiudizio"



Chi perché è appassionato di classici, chi perché non può vivere senza storie d'amore, chi perché ( e direi che qui rientriamo tutti) si è innamorato dello scorbutico e affascinante Fitziwilliam Darcy, tutti adoriamo quello che è il più famoso capolavoro di Jane Austen. Ho deciso, così, di consigliarvi cinque libri che per i motivi più disparati potranno piacervi se, come me, continuate a sognare di risvegliarvi un giorno nelle vesti di Elizabeth Bennet e di vivere le sue avventure. 


1. Fangirl di Rainbow Rowell 

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Partiamo con uno Young Adult, tra l'altro uno dei miei preferiti. Vi ho già parlato di questo romanzo, ma, se non sono ancora riuscita a convincervi, spero di farcela presentandovelo in questa veste.
Se avete amato Orgoglio e pregiudizio per la sua tenera storia d'amore e se anche voi desiderate un uomo come Darcy, pronto a tutto per farvi felice, non potrete non apprezzare la storia di Cath e Wren, che, sotto molti aspetti, ha dinamiche simili. 



2. Eleonor and Park. Per una volta nella vita di Rainbow Rowell 

Risultati immagini per eleanor and park italianoMi sono accorta solo ora di aver inserito due libri della stessa autrice, sarà perché è una delle mie preferite o forse perché si è segretamente ispirata ad Orgoglio e pregiudizio? Ai posteri l'ardua sentenza. 
Se del capolavoro della Austen avete particolarmente apprezzato la relazione tra una personalità chiusa e insicura e una, al contrario, solare e socievole, vi consiglio questo bellissimo Young Adult, nel quale, però, le parti sono invertite: sarà Eleonor, spaventata, scorbutica e particolare, a vivere una mozzafiato storia d'amore con Park, allegro, ottimista e gentile con tutti. 


3. Io sono di legno di Giulia Carcasi

Immagine correlataHo letto questo libro all'inizio del liceo e lo inserisco in questa lista per due motivi: in primo luogo la protagonista ha un carattere molto simile a quello di Mr Darcy, quindi se siete alla ricerca di personaggi un po' oscuri, direi che avete trovato il libro per voi. In secondo luogo Carcasi ha una prosa meravigliosa, poetica e morbida, e mi sono resa conto di aver parlato veramente poco di lei sul blog. Sicuramente rimedierò in futuro. 




4. Cime tempestose di Emily Brontë

Risultati immagini per cime tempestoseSe invece vi siete innamorati dell'atmosfera, dei balli, del periodo storico e avete già divorato tutti gli altri romanzi di zia Jane ( sarebbe stato troppo facile inserirli in questa lista), vi consiglio questo classico della letteratura inglese che ho amato, nonostante l'abbia letto a quattordici anni. Il tono è molto più cupo rispetto a quello a cui Austen ci ha abituati, ma la storia d'amore tormentata di Catherine e Heathcliff vi terrà incollati fino all'ultima pagina.



5. Lost in Austen di Emma Campbell Webster

Risultati immagini per lost in austen libroConcludo con questo delizioso libro-gioco che tutti gli amanti di Jane Austen non potranno non desiderare. 
I personaggi sono quelli di tutti i suoi capolavori, ma l'eroina della storia sei tu e pagina dopo pagina, decisione dopo decisione, riuscirai a costruire il tuo futuro e, magari, a sposare Mr Darcy.
L'ho regalato qualche anno fa a mia mamma per il suo compleanno, ma ci ho giocato anch'io e devo ammettere che mi sono divertita fin troppo nel tentativo di trovare il mio scapolo con diecimila sterline di rendita l'anno.




Avete altri titoli che secondo voi un amante di Orgoglio e pregiudizio potrebbe apprezzare? 
Alla prossima,

venerdì 17 novembre 2017

Un libro letto in pochi giorni, ma a cui continuerò a pensare per anni. Recensione di "Tartarughe all'infinito" di John Green


Dopo cinque anni di silenzio, il dieci ottobre è uscito il nuovo libro di John Green. Per chi non lo sapesse, si tratta non solo di uno dei miei autori preferiti, ma anche di una delle persone che ammiro di più in questo mondo. Ovviamente, mi sono fiondata ad acquistare Tartarughe all'infinito, ma per quella strana sensazione che siamo soliti provare noi lettori accaniti, per la quale quando desideriamo così tanto un romanzo tendiamo a lasciarlo per mesi a prendere polvere sugli scaffali,  ci ho messo circa trenta giorni per decidermi ad iniziarlo. Nel frattempo, molte persone hanno letto l'ultimo capolavoro di John Green e, purtroppo, alcuni ne sono rimasti delusi. Non ho letto recensioni dettagliate, ovviamente perché non volevo rovinarmi la lettura, ma diciamo che il mio approccio a Tartarughe all'infinito è stato abbastanza titubante. Per fortuna, il mio atteggiamento è stato completamente smentito da quello che è, per me, il migliore libro che abbia letto quest'anno.


Risultati immagini per tartarughe all'infinito copertinaTartarughe all'infinito 
Autore: John Green 
Casa Editrice: Rizzoli 
Prezzo: 17,50 
★★

Indagare sulla misteriosa scomparsa del miliardario Russell Pickett non rientrava certo tra i piani della sedicenne Aza, ma in gioco c’è una ricompensa di centomila dollari e Daisy, Miglior e Più Intrepida Amica da sempre, è decisa a non farsela scappare. Punto di partenza delle indagini diventa il figlio di Pickett, Davis, che Aza un tempo conosceva ma che, pur abitando a una manciata di chilometri, è incastrato in una vita lontana anni luce dalla sua. E incastrata in fondo si sente anche Aza, che cerca con tutte le forze di essere una buona figlia, una buona amica, una buona studentessa e di venire a patti con le spire ogni giorno più strette dei suoi pensieri.


La tematica principale affrontata in questo libro è la salute mentale. Nello specifico la protagonista, Aza, soffre di un disturbo ossessivo compulsivo, che la porta a comportamenti che da fuori potrebbero sembrare irrazionali, ma che sono il risultato della spirale di pensieri che le invade completamente la testa.
Anche John Green soffre di questo disturbo mentale e credo che questa sia una delle cause principali grazie alla quale è riuscito in un intento incredibile: infatti, nessuno degli autori che ho incontrato nel corso di questi ventidue anni aveva mai spiegato così bene quello che si prova quando si è investiti da una serie di idee e paure che non riesci a combattere. Insomma, nessuno era mai riuscito a spiegare quello che provo da più di due anni.
Inutile nascondere che questo libro ha avuto un forte impatto su di me per la mia situazione e per il disturbo d'ansia di cui soffro. John Green è stato così bravo nel descrivere la spirale di terrore e paura in cui vieni inghiottita nei momenti più difficili, che più volte ho dovuto interrompere la lettura, perché nonostante fossi calma, la sola descrizione di quello che solitamente vivo faceva accelerare il battito del mio cuore e mi portava sull'orlo delle lacrime.

Parlava dei pensieri nel modo in cui li vivevo io: non come una scelta ma come un destino. Non come un catalogo della mia coscienza, ma come la sua negazione. [...]
Non si può scegliere. È questo il problema.  



John Green ha trattato il tema della salute mentale con attenzione e serietà: in particolare, ho apprezzato il messaggio finale, ossia che, realisticamente parlando, la totale guarigione è improbabile. Difficilmente si può placare completamente questo groviglio di ansie, quello che si può fare è imparare a convivere con la propria spirale. Certo, ci saranno sempre delle ricadute, dei giorni in cui la paura ti paralizzerà e non riuscirai a frenare il treno di pensieri irrazionali che attraversa la tua testa, ma in generale un miglioramento ci sarà sempre, un miglioramento che però deve partire da te.
Vorrei riportarvi un estratto, che mi ha particolarmente colpita e a cui continuo a pensare da giorni:

L'espressione “dolore cronico” non coglie nulla della sofferenza insostenibile, costante, incessante e ineludibile. E la parola “pazzo” ci arriva priva del carico di terrore e ansia con cui convivi. E nessuna di queste espressioni definisce il coraggio che le persone afflitte di tali dolori incarnano; è per questo che ti invito a incorniciare la tua salute mentale attorno a una parola che non sia “pazza”.

Lo pronuncia la dottoressa Singh, terapeuta di Aza, che in poche frasi presenta quello che mi ha permesso negli ultimi due anni di risalire: il coraggio. Il coraggio di accettarmi per quella che sono, ansie comprese, di smettere di piangermi addosso e di iniziare a vivere tutte le opportunità che mi venivano date. Mi rendo conto, ovviamente, che la salute mentale è una questione molto importante, ma soprattutto, molto privata e soggettiva: vi parlo di quella che è stata la mia esperienza personale e di quello che ha funzionato per me. Sto ancora imparando, ma ho notato che ciò che mi sta aiutando ad uscire dalla spirale è quel coraggio che mi ha fatto provare, che mi ha fatto fallire, ma che alla fine mi ha fatto trovare cioè che, come diceva Italo Calvino ne Le città invisibili, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio: un ragazzo, un paio di profondi occhi castani, un'innata curiosità e lo strano e incredibile desiderio di amarmi tanto quanto lo amo io.

Così lo scrivi, e mentre lo scrivi capisci che l'amore non è una tragedia o un fallimento, ma un dono.
Ti ricordi il primo amore perché ti mostra, ti dimostra che puoi amare e essere amato, che a questo mondo non ci si merita niente tranne l'amore, che l'amore è come diventi una persona e perché. 


Quindi perché leggere Tartarughe all'infinito? Perché, insieme a Fangirl di Rainbow Rowell, è uno di quei pochi romanzi Young Adult che tratta la malattia mentale in modo maturo e serio; perché racconta di un mistero da risolvere, perché si tratta di John Green e come sempre la sua prosa e i suoi personaggi sono indimenticabili e perché, infine, c'è una storia d'amore, e chi non ama le storie d'amore?

Alla prossima,


venerdì 6 ottobre 2017

Quando guardi il film e poi leggi il libro : recensione di "Noi siamo tutto" di Nicola Yoon


Date la colpa all'autunno, all'inizio della routine, alle foglie che cadono o alle discussioni riguardo a come intrattenersi ad Halloween, ma ho compiuto un gesto che mai avrei creduto possibile in tutta la mia vita: ho guardato il film Noi siamo tutto prima di leggere il libro da cui è stato tratto. Il punto è che domenica era una giornata uggiosa, di quelle in cui non si ha voglia di fare nulla se non accoccolarsi sotto le coperte e guardarsi un bel film ed io ero alla ricerca di qualcosa di romantico, leggero, ma non banale. Mi rendo conto che le mie richieste potevano essere difficili da soddisfare, ma poi mi è venuto in mente Noi siamo tutto, da poco uscito nelle sale,  e ho deciso di dargli una possibilità. Il film mi è abbastanza piaciuto, ma per tutto il tempo ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa, come se la trama fosse stata compressa per costringerla in un'ora e mezza di pellicola. Così ho deciso di recuperare il libro, l'ho letto in meno di ventiquattr'ore e indovinate? Avevo ragione.  


Risultati immagini per noi siamo tutto libroNoi siamo tutto
Autrice: Nicola Yoon
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 17,90 
★★

Madeline Whittier è allergica al mondo. Soffre infatti di una patologia tanto rara quanto nota, che non le permette di entrare in contatto con il mondo esterno. Per questo non esce di casa, non l'ha mai fatto in diciassette anni. Mai un respiro d'aria fresca, né un raggio di sole caldo sul viso. Le uniche persone che può frequentare sono sua madre e la sua infermiera, Carla. Finché, un giorno, un camion di una ditta di traslochi si ferma nella sua via. Madeline è alla finestra quando vede... lui. Il nuovo vicino. Alto, magro e vestito di nero dalla testa ai piedi: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che gli nasconde completamente i capelli. Il suo nome è Olly. I loro sguardi si incrociano per un secondo. E anche se nella vita è impossibile prevedere sempre tutto, in quel secondo Madeline prevede che si innamorerà di lui. Anzi, ne è sicura. Come è quasi sicura che sarà un disastro. Perché, per la prima volta, quello che ha non le basta più. E per vivere anche solo un giorno perfetto è pronta a rischiare tutto. Tutto.

"Il fatto che ci siamo incontrati, che ci siamo innamorati, che siamo riusciti a stare insieme va oltre ciò che avevamo creduto possibile."

Dopo anni di esperienza, mi piace ritenermi una sorta di esperta nell'ambito della letteratura Young Adult, che continua a rimanere la mia preferita. A mio parere, uno dei punti forza di questo genere è la spiccata caratterizzazione dei personaggi. Prendiamo, ad esempio, uno dei miei autori preferiti: John Green. Da Augustus Waters a Hazel Grace Lancaster, da Quentin Jacobsen a Margo Roth Spiegelman, tutti hanno una personalità particolare e indimenticabile. Quando ho guardato Noi siamo tutto, l'aspetto che mi ha lasciato più perplessa è quanto poco fosse caratterizzato Olly, che essendo il 50% della coppia protagonista, avrebbe dovuto avere molto più spazio. 

Risultati immagini per noi siamo tutto

Temevo che questo fosse dovuta ad un mancato approfondimento all'interno del romanzo, paura che si è dissolta nel momento in cui ho letto le prime pagine. Fortunatamente qui Olly è un ragazzo a tutto tondo,  con passioni e interessi, che nella versione cinematografica vengono completamente ignorati. Sul grande schermo ci viene presentato come un diciottenne sempre vestito di nero e con i capelli lunghi, facilmente interscambiabile con il tizio che incontro ogni giorno in stazione e che beve tè freddo al limone alle nove del mattino. 

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"Quando parlo con lui non riesco a smettere. Sono un fiume di parole. Con tutto quello che ho da raccontargli, non esaurirò mai gli argomenti."

Sorvolando sulla discreta trasposizione cinematografica, il libro mi è piaciuto. Si tratta di uno Young Adult e ovviamente alcuni cliché non possono mancare ( coincidenze assurde, grande libertà lasciata a dei poco più che maggiorenni quando io a ventidue anni non posso uscire di casa senza dire dove vado, contratti bancari che si ottengono come caramelle), ma nel complesso si posiziona abbastanza in alto nella mia lista Young Adult belli e dove trovarli.
Sicuramente l'idea di partenza è molto buona, una ragazza "allergica al mondo" è un concetto interessante, che è stato sviluppato in modo intelligente e con una protagonista, Madeline, che mi stava davvero simpatica ( il che non è scontato). 

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"La vita è un dono. E tu non devi mai dimenticare di viverla."

In conclusione, se siete alla ricerca di una lettura veloce, ma non banale, di una bella storia d'amore con un finale inaspettato ( non ci crederete, davvero), vi consiglio questo romanzo che, sono sicura, non vi deluderà. 

Alla prossima,

giovedì 28 settembre 2017

La mia estate in libri: femminismo, amore ( che quello non guasta mai) e Miriam Toews



Le temperature si sono abbassate, mia madre ha iniziato a pensare al pranzo di Natale, io ho iniziato i corsi della magistrale, quindi tutti gli indizi portano ad una sola e grande verità: l'estate è oramai finita. Mi congedo da una delle mie stagioni preferite con già un briciolo di nostalgia per quelli che sono stati dei mesi pieni di eventi e in cui riconosco di essere cresciuta molto ( dal punto di vista interiore, perchè il metro e sessanta non l'abbiamo ancora raggiunto). 
Quest'estate, però, le mie letture non sono state molto abbondanti: ho concluso davvero pochi romanzi, almeno per i miei standard, e solo alcuni mi hanno davvero entusiasmata. Volevo condividere con voi degli highlights, una carrellata di libri che nel bene e nel male mi hanno tenuto compagnia in questo periodo molto movimentato. 

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Mi sono approcciata a Cara Ijeawele, ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista  di Chimamanda Ngozi Adichie con grandi aspettative: avevo amato Dovremmo essere tutti femministi [recensione], trascrizione di un discorso che aveva completamente sconvolto il mio modo di vedere il mondo, quindi speravo in uno stesso risultato.
Purtroppo, la mia valutazione non è stata molto alta, per il semplice fatto che, nonostante l'autrice presenti verità in cui io credo fermamente, queste erano quasi tutte una ripetizione di ciò che avevo letto in Dovremmo essere tutti femministi e quindi non mi hanno lasciato molto. 



34963201Ho affrontato poi una lettura molto acclamata, ossia Exit West di Mohsin Hamid, autore del famoso Il fondamentalista riluttante. Anche in questo caso avevo aspettative molto alte, che, purtroppo sono state deluse. Lo stile dell'autore è magico, la tematica importante, eppure non sono riuscita ad entrare a pieno nella storia, che, francamente, mi ha lasciata abbastanza indifferente. 




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Passiamo poi ad una grandissima scoperta, ossia Miriam Toews con I miei piccoli dispiaceri. Vi rimando alla recensione, dove ho lodato come meglio ho potuto questo piccolo capolavoro che, ancora una volta, vi consiglio calorosamente. Lo stile di quest'autrice, nonostante la sua estrema semplicità, è così poetico che riesce a rendere ogni momento, anche il più banale, denso di significato.





9699305Sempre sull'onda de I miei piccoli dispiaceri, ho letto e amato Un complicato atto d'amore, sempre di Miriam Toews. La protagonista è una giovane ragazza, cresciuta in un contesto, quello della comunità mennonita, che ha represso qualsiasi suo slancio personale. Una comunità che vuole abbandonare, da una parte, ma che dall'altra percepisce come tutto ciò che possiede. Ancora una volta Toews riesce a presentarci una storia drammatica con semplicità, senza mai cadere nel banale e strappando, come sempre, qualche sorriso.


Questi sono alcune delle letture che mi hanno accompagnato quest'estate. Invece voi? Avete fatto qualche nuova scoperta? Qual è il libro che ha fatto breccia nel vostro cuore?
Alla prossima,

lunedì 11 settembre 2017

Perchè una sconfitta non è sempre tale: recensione de "I miei piccoli dispiaceri" di Miriam Toews



Ci sono libri la cui sinossi non rende loro giustizia: forse sarà per questo che I miei piccoli dispiaceri è rimasto a prendere polvere nella mia libreria per più di un anno. È stato, infatti, un gradito regalo di compleanno, a cui, però, non mi sono mai avvicinata per il fatto che non ero mai nell'umore adatto per leggerlo. Dalle righe stampate sul retro, mi sembrava una storia leggera, alla Sophie Kinsella per intenderci, e nessun periodo mi sembrava propizio per iniziare una lettura semplice. Sostanzialmente, la mia paura della banalità mi ha tenuta lontana da un piccolo capolavoro che chiedeva semplicemente di essere scoperto.  



Risultati immagini per i miei piccoli dispiaceri      I miei piccoli dispiaceri
Autrice: Miriam Toews
Casa Editrice: Marcos y Marcos
Prezzo: 18,00 €
★★

Elf è sempre stata la più bella.
Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei.

Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata.
E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournée.
“Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare.
Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita.


"Lei mi aveva detto che la sua era una solitudine viscerale, un sacco di pietre che si trascinava da una stanza all'altra, di città in città."

I miei piccoli dispiaceri tocca diverse tematiche e offre molti insegnamenti, di cui, tra tutti, uno in particolare ha fatto breccia nel mio cuore. Ho letto nella storia di Yoli, la protagonista, una donna con la vita e la mente in disordine, il continuo tentativo di tenere insieme una vita che sembra che stia per crollare. Giorni che si sgretolano tra le sue mani e relazioni che si spezzano con una folata di vento. 
Yoli è alla ricerca di una soluzione, nel tentativo di rendere tutti felici e di incollare insieme i pezzi di una realtà ormai distrutta. Ed è qui che è necessario un avvertimento: questo è un libro triste, a tratti drammatico, e il lieto fine non arriva. Perché è questo il grande insegnamento de I miei piccoli dispiaceri: tu potrai lottare fino alla fine, potrai impegnarti, ma non è automatico che riesca a raggiungere i tuoi scopi. Il fattore scioccante,però, è che va bene così: la vita è costellata di questi piccoli dispiaceri che inevitabilmente ci frenano e spaventano, ma che rendono ogni giorno unico e che ci forgiano nel profondo. 


La penna di Miriam Toews è semplice, lineare e incredibile nel riuscire a raccontare con una vena di ironia anche gli aspetti più tragici della vita. Spesso mi sono ritrovata a ridere nei luoghi pubblici più disparati, mentre gli occhi correvano da una battuta di spirito all'altra. 
Il risultato è un'opera poetica, completa da tutti i punti di vista, con personaggi ben costruiti e che vi farà correre tra le pagine con estrema facilità, desiderosi di saperne sempre di più.

Mentre mi avventurerò alla scoperta di altri libri di Toews, vi consiglio vivamente di mettere le mani su questo piccolo capolavoro.  

"È fuor di dubbio che, se non sei al massimo della felicità, sei comunque più amata di chiunque abbia mai vissuto." 

Alla prossima,