giovedì 23 novembre 2017

Cinque libri da leggere se hai amato "Orgoglio e Pregiudizio"

Cinque libri da leggere se hai amato "Orgoglio e Pregiudizio"


Chi perché è appassionato di classici, chi perché non può vivere senza storie d'amore, chi perché ( e direi che qui rientriamo tutti) si è innamorato dello scorbutico e affascinante Fitziwilliam Darcy, tutti adoriamo quello che è il più famoso capolavoro di Jane Austen. Ho deciso, così, di consigliarvi cinque libri che per i motivi più disparati potranno piacervi se, come me, continuate a sognare di risvegliarvi un giorno nelle vesti di Elizabeth Bennet e di vivere le sue avventure. 


1. Fangirl di Rainbow Rowell 

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Partiamo con uno Young Adult, tra l'altro uno dei miei preferiti. Vi ho già parlato di questo romanzo, ma, se non sono ancora riuscita a convincervi, spero di farcela presentandovelo in questa veste.
Se avete amato Orgoglio e pregiudizio per la sua tenera storia d'amore e se anche voi desiderate un uomo come Darcy, pronto a tutto per farvi felice, non potrete non apprezzare la storia di Cath e Wren, che, sotto molti aspetti, ha dinamiche simili. 



2. Eleonor and Park. Per una volta nella vita di Rainbow Rowell 

Risultati immagini per eleanor and park italianoMi sono accorta solo ora di aver inserito due libri della stessa autrice, sarà perché è una delle mie preferite o forse perché si è segretamente ispirata ad Orgoglio e pregiudizio? Ai posteri l'ardua sentenza. 
Se del capolavoro della Austen avete particolarmente apprezzato la relazione tra una personalità chiusa e insicura e una, al contrario, solare e socievole, vi consiglio questo bellissimo Young Adult, nel quale, però, le parti sono invertite: sarà Eleonor, spaventata, scorbutica e particolare, a vivere una mozzafiato storia d'amore con Park, allegro, ottimista e gentile con tutti. 


3. Io sono di legno di Giulia Carcasi

Immagine correlataHo letto questo libro all'inizio del liceo e lo inserisco in questa lista per due motivi: in primo luogo la protagonista ha un carattere molto simile a quello di Mr Darcy, quindi se siete alla ricerca di personaggi un po' oscuri, direi che avete trovato il libro per voi. In secondo luogo Carcasi ha una prosa meravigliosa, poetica e morbida, e mi sono resa conto di aver parlato veramente poco di lei sul blog. Sicuramente rimedierò in futuro. 




4. Cime tempestose di Emily Brontë

Risultati immagini per cime tempestoseSe invece vi siete innamorati dell'atmosfera, dei balli, del periodo storico e avete già divorato tutti gli altri romanzi di zia Jane ( sarebbe stato troppo facile inserirli in questa lista), vi consiglio questo classico della letteratura inglese che ho amato, nonostante l'abbia letto a quattordici anni. Il tono è molto più cupo rispetto a quello a cui Austen ci ha abituati, ma la storia d'amore tormentata di Catherine e Heathcliff vi terrà incollati fino all'ultima pagina.



5. Lost in Austen di Emma Campbell Webster

Risultati immagini per lost in austen libroConcludo con questo delizioso libro-gioco che tutti gli amanti di Jane Austen non potranno non desiderare. 
I personaggi sono quelli di tutti i suoi capolavori, ma l'eroina della storia sei tu e pagina dopo pagina, decisione dopo decisione, riuscirai a costruire il tuo futuro e, magari, a sposare Mr Darcy.
L'ho regalato qualche anno fa a mia mamma per il suo compleanno, ma ci ho giocato anch'io e devo ammettere che mi sono divertita fin troppo nel tentativo di trovare il mio scapolo con diecimila sterline di rendita l'anno.




Avete altri titoli che secondo voi un amante di Orgoglio e pregiudizio potrebbe apprezzare? 
Alla prossima,

venerdì 17 novembre 2017

Un libro letto in pochi giorni, ma a cui continuerò a pensare per anni. Recensione di "Tartarughe all'infinito" di John Green

Un libro letto in pochi giorni, ma a cui continuerò a pensare per anni. Recensione di "Tartarughe all'infinito" di John Green

Dopo cinque anni di silenzio, il dieci ottobre è uscito il nuovo libro di John Green. Per chi non lo sapesse, si tratta non solo di uno dei miei autori preferiti, ma anche di una delle persone che ammiro di più in questo mondo. Ovviamente, mi sono fiondata ad acquistare Tartarughe all'infinito, ma per quella strana sensazione che siamo soliti provare noi lettori accaniti, per la quale quando desideriamo così tanto un romanzo tendiamo a lasciarlo per mesi a prendere polvere sugli scaffali,  ci ho messo circa trenta giorni per decidermi ad iniziarlo. Nel frattempo, molte persone hanno letto l'ultimo capolavoro di John Green e, purtroppo, alcuni ne sono rimasti delusi. Non ho letto recensioni dettagliate, ovviamente perché non volevo rovinarmi la lettura, ma diciamo che il mio approccio a Tartarughe all'infinito è stato abbastanza titubante. Per fortuna, il mio atteggiamento è stato completamente smentito da quello che è, per me, il migliore libro che abbia letto quest'anno.


Risultati immagini per tartarughe all'infinito copertinaTartarughe all'infinito 
Autore: John Green 
Casa Editrice: Rizzoli 
Prezzo: 17,50 
★★

Indagare sulla misteriosa scomparsa del miliardario Russell Pickett non rientrava certo tra i piani della sedicenne Aza, ma in gioco c’è una ricompensa di centomila dollari e Daisy, Miglior e Più Intrepida Amica da sempre, è decisa a non farsela scappare. Punto di partenza delle indagini diventa il figlio di Pickett, Davis, che Aza un tempo conosceva ma che, pur abitando a una manciata di chilometri, è incastrato in una vita lontana anni luce dalla sua. E incastrata in fondo si sente anche Aza, che cerca con tutte le forze di essere una buona figlia, una buona amica, una buona studentessa e di venire a patti con le spire ogni giorno più strette dei suoi pensieri.


La tematica principale affrontata in questo libro è la salute mentale. Nello specifico la protagonista, Aza, soffre di un disturbo ossessivo compulsivo, che la porta a comportamenti che da fuori potrebbero sembrare irrazionali, ma che sono il risultato della spirale di pensieri che le invade completamente la testa.
Anche John Green soffre di questo disturbo mentale e credo che questa sia una delle cause principali grazie alla quale è riuscito in un intento incredibile: infatti, nessuno degli autori che ho incontrato nel corso di questi ventidue anni aveva mai spiegato così bene quello che si prova quando si è investiti da una serie di idee e paure che non riesci a combattere. Insomma, nessuno era mai riuscito a spiegare quello che provo da più di due anni.
Inutile nascondere che questo libro ha avuto un forte impatto su di me per la mia situazione e per il disturbo d'ansia di cui soffro. John Green è stato così bravo nel descrivere la spirale di terrore e paura in cui vieni inghiottita nei momenti più difficili, che più volte ho dovuto interrompere la lettura, perché nonostante fossi calma, la sola descrizione di quello che solitamente vivo faceva accelerare il battito del mio cuore e mi portava sull'orlo delle lacrime.

Parlava dei pensieri nel modo in cui li vivevo io: non come una scelta ma come un destino. Non come un catalogo della mia coscienza, ma come la sua negazione. [...]
Non si può scegliere. È questo il problema.  



John Green ha trattato il tema della salute mentale con attenzione e serietà: in particolare, ho apprezzato il messaggio finale, ossia che, realisticamente parlando, la totale guarigione è improbabile. Difficilmente si può placare completamente questo groviglio di ansie, quello che si può fare è imparare a convivere con la propria spirale. Certo, ci saranno sempre delle ricadute, dei giorni in cui la paura ti paralizzerà e non riuscirai a frenare il treno di pensieri irrazionali che attraversa la tua testa, ma in generale un miglioramento ci sarà sempre, un miglioramento che però deve partire da te.
Vorrei riportarvi un estratto, che mi ha particolarmente colpita e a cui continuo a pensare da giorni:

L'espressione “dolore cronico” non coglie nulla della sofferenza insostenibile, costante, incessante e ineludibile. E la parola “pazzo” ci arriva priva del carico di terrore e ansia con cui convivi. E nessuna di queste espressioni definisce il coraggio che le persone afflitte di tali dolori incarnano; è per questo che ti invito a incorniciare la tua salute mentale attorno a una parola che non sia “pazza”.

Lo pronuncia la dottoressa Singh, terapeuta di Aza, che in poche frasi presenta quello che mi ha permesso negli ultimi due anni di risalire: il coraggio. Il coraggio di accettarmi per quella che sono, ansie comprese, di smettere di piangermi addosso e di iniziare a vivere tutte le opportunità che mi venivano date. Mi rendo conto, ovviamente, che la salute mentale è una questione molto importante, ma soprattutto, molto privata e soggettiva: vi parlo di quella che è stata la mia esperienza personale e di quello che ha funzionato per me. Sto ancora imparando, ma ho notato che ciò che mi sta aiutando ad uscire dalla spirale è quel coraggio che mi ha fatto provare, che mi ha fatto fallire, ma che alla fine mi ha fatto trovare cioè che, come diceva Italo Calvino ne Le città invisibili, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio: un ragazzo, un paio di profondi occhi castani, un'innata curiosità e lo strano e incredibile desiderio di amarmi tanto quanto lo amo io.

Così lo scrivi, e mentre lo scrivi capisci che l'amore non è una tragedia o un fallimento, ma un dono.
Ti ricordi il primo amore perché ti mostra, ti dimostra che puoi amare e essere amato, che a questo mondo non ci si merita niente tranne l'amore, che l'amore è come diventi una persona e perché. 


Quindi perché leggere Tartarughe all'infinito? Perché, insieme a Fangirl di Rainbow Rowell, è uno di quei pochi romanzi Young Adult che tratta la malattia mentale in modo maturo e serio; perché racconta di un mistero da risolvere, perché si tratta di John Green e come sempre la sua prosa e i suoi personaggi sono indimenticabili e perché, infine, c'è una storia d'amore, e chi non ama le storie d'amore?

Alla prossima,


venerdì 6 ottobre 2017

Quando guardi il film e poi leggi il libro : recensione di "Noi siamo tutto" di Nicola Yoon

Quando guardi il film e poi leggi il libro : recensione di "Noi siamo tutto" di Nicola Yoon

Date la colpa all'autunno, all'inizio della routine, alle foglie che cadono o alle discussioni riguardo a come intrattenersi ad Halloween, ma ho compiuto un gesto che mai avrei creduto possibile in tutta la mia vita: ho guardato il film Noi siamo tutto prima di leggere il libro da cui è stato tratto. Il punto è che domenica era una giornata uggiosa, di quelle in cui non si ha voglia di fare nulla se non accoccolarsi sotto le coperte e guardarsi un bel film ed io ero alla ricerca di qualcosa di romantico, leggero, ma non banale. Mi rendo conto che le mie richieste potevano essere difficili da soddisfare, ma poi mi è venuto in mente Noi siamo tutto, da poco uscito nelle sale,  e ho deciso di dargli una possibilità. Il film mi è abbastanza piaciuto, ma per tutto il tempo ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa, come se la trama fosse stata compressa per costringerla in un'ora e mezza di pellicola. Così ho deciso di recuperare il libro, l'ho letto in meno di ventiquattr'ore e indovinate? Avevo ragione.  


Risultati immagini per noi siamo tutto libroNoi siamo tutto
Autrice: Nicola Yoon
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 17,90 
★★

Madeline Whittier è allergica al mondo. Soffre infatti di una patologia tanto rara quanto nota, che non le permette di entrare in contatto con il mondo esterno. Per questo non esce di casa, non l'ha mai fatto in diciassette anni. Mai un respiro d'aria fresca, né un raggio di sole caldo sul viso. Le uniche persone che può frequentare sono sua madre e la sua infermiera, Carla. Finché, un giorno, un camion di una ditta di traslochi si ferma nella sua via. Madeline è alla finestra quando vede... lui. Il nuovo vicino. Alto, magro e vestito di nero dalla testa ai piedi: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che gli nasconde completamente i capelli. Il suo nome è Olly. I loro sguardi si incrociano per un secondo. E anche se nella vita è impossibile prevedere sempre tutto, in quel secondo Madeline prevede che si innamorerà di lui. Anzi, ne è sicura. Come è quasi sicura che sarà un disastro. Perché, per la prima volta, quello che ha non le basta più. E per vivere anche solo un giorno perfetto è pronta a rischiare tutto. Tutto.

"Il fatto che ci siamo incontrati, che ci siamo innamorati, che siamo riusciti a stare insieme va oltre ciò che avevamo creduto possibile."

Dopo anni di esperienza, mi piace ritenermi una sorta di esperta nell'ambito della letteratura Young Adult, che continua a rimanere la mia preferita. A mio parere, uno dei punti forza di questo genere è la spiccata caratterizzazione dei personaggi. Prendiamo, ad esempio, uno dei miei autori preferiti: John Green. Da Augustus Waters a Hazel Grace Lancaster, da Quentin Jacobsen a Margo Roth Spiegelman, tutti hanno una personalità particolare e indimenticabile. Quando ho guardato Noi siamo tutto, l'aspetto che mi ha lasciato più perplessa è quanto poco fosse caratterizzato Olly, che essendo il 50% della coppia protagonista, avrebbe dovuto avere molto più spazio. 

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Temevo che questo fosse dovuta ad un mancato approfondimento all'interno del romanzo, paura che si è dissolta nel momento in cui ho letto le prime pagine. Fortunatamente qui Olly è un ragazzo a tutto tondo,  con passioni e interessi, che nella versione cinematografica vengono completamente ignorati. Sul grande schermo ci viene presentato come un diciottenne sempre vestito di nero e con i capelli lunghi, facilmente interscambiabile con il tizio che incontro ogni giorno in stazione e che beve tè freddo al limone alle nove del mattino. 

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"Quando parlo con lui non riesco a smettere. Sono un fiume di parole. Con tutto quello che ho da raccontargli, non esaurirò mai gli argomenti."

Sorvolando sulla discreta trasposizione cinematografica, il libro mi è piaciuto. Si tratta di uno Young Adult e ovviamente alcuni cliché non possono mancare ( coincidenze assurde, grande libertà lasciata a dei poco più che maggiorenni quando io a ventidue anni non posso uscire di casa senza dire dove vado, contratti bancari che si ottengono come caramelle), ma nel complesso si posiziona abbastanza in alto nella mia lista Young Adult belli e dove trovarli.
Sicuramente l'idea di partenza è molto buona, una ragazza "allergica al mondo" è un concetto interessante, che è stato sviluppato in modo intelligente e con una protagonista, Madeline, che mi stava davvero simpatica ( il che non è scontato). 

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"La vita è un dono. E tu non devi mai dimenticare di viverla."

In conclusione, se siete alla ricerca di una lettura veloce, ma non banale, di una bella storia d'amore con un finale inaspettato ( non ci crederete, davvero), vi consiglio questo romanzo che, sono sicura, non vi deluderà. 

Alla prossima,

giovedì 28 settembre 2017

La mia estate in libri: femminismo, amore ( che quello non guasta mai) e Miriam Toews

La mia estate in libri: femminismo, amore ( che quello non guasta mai) e Miriam Toews


Le temperature si sono abbassate, mia madre ha iniziato a pensare al pranzo di Natale, io ho iniziato i corsi della magistrale, quindi tutti gli indizi portano ad una sola e grande verità: l'estate è oramai finita. Mi congedo da una delle mie stagioni preferite con già un briciolo di nostalgia per quelli che sono stati dei mesi pieni di eventi e in cui riconosco di essere cresciuta molto ( dal punto di vista interiore, perchè il metro e sessanta non l'abbiamo ancora raggiunto). 
Quest'estate, però, le mie letture non sono state molto abbondanti: ho concluso davvero pochi romanzi, almeno per i miei standard, e solo alcuni mi hanno davvero entusiasmata. Volevo condividere con voi degli highlights, una carrellata di libri che nel bene e nel male mi hanno tenuto compagnia in questo periodo molto movimentato. 

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Mi sono approcciata a Cara Ijeawele, ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista  di Chimamanda Ngozi Adichie con grandi aspettative: avevo amato Dovremmo essere tutti femministi [recensione], trascrizione di un discorso che aveva completamente sconvolto il mio modo di vedere il mondo, quindi speravo in uno stesso risultato.
Purtroppo, la mia valutazione non è stata molto alta, per il semplice fatto che, nonostante l'autrice presenti verità in cui io credo fermamente, queste erano quasi tutte una ripetizione di ciò che avevo letto in Dovremmo essere tutti femministi e quindi non mi hanno lasciato molto. 



34963201Ho affrontato poi una lettura molto acclamata, ossia Exit West di Mohsin Hamid, autore del famoso Il fondamentalista riluttante. Anche in questo caso avevo aspettative molto alte, che, purtroppo sono state deluse. Lo stile dell'autore è magico, la tematica importante, eppure non sono riuscita ad entrare a pieno nella storia, che, francamente, mi ha lasciata abbastanza indifferente. 




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Passiamo poi ad una grandissima scoperta, ossia Miriam Toews con I miei piccoli dispiaceri. Vi rimando alla recensione, dove ho lodato come meglio ho potuto questo piccolo capolavoro che, ancora una volta, vi consiglio calorosamente. Lo stile di quest'autrice, nonostante la sua estrema semplicità, è così poetico che riesce a rendere ogni momento, anche il più banale, denso di significato.





9699305Sempre sull'onda de I miei piccoli dispiaceri, ho letto e amato Un complicato atto d'amore, sempre di Miriam Toews. La protagonista è una giovane ragazza, cresciuta in un contesto, quello della comunità mennonita, che ha represso qualsiasi suo slancio personale. Una comunità che vuole abbandonare, da una parte, ma che dall'altra percepisce come tutto ciò che possiede. Ancora una volta Toews riesce a presentarci una storia drammatica con semplicità, senza mai cadere nel banale e strappando, come sempre, qualche sorriso.


Questi sono alcune delle letture che mi hanno accompagnato quest'estate. Invece voi? Avete fatto qualche nuova scoperta? Qual è il libro che ha fatto breccia nel vostro cuore?
Alla prossima,

lunedì 11 settembre 2017

Perchè una sconfitta non è sempre tale: recensione de "I miei piccoli dispiaceri" di Miriam Toews

 Perchè una sconfitta non è sempre tale: recensione de "I miei piccoli dispiaceri" di Miriam Toews


Ci sono libri la cui sinossi non rende loro giustizia: forse sarà per questo che I miei piccoli dispiaceri è rimasto a prendere polvere nella mia libreria per più di un anno. È stato, infatti, un gradito regalo di compleanno, a cui, però, non mi sono mai avvicinata per il fatto che non ero mai nell'umore adatto per leggerlo. Dalle righe stampate sul retro, mi sembrava una storia leggera, alla Sophie Kinsella per intenderci, e nessun periodo mi sembrava propizio per iniziare una lettura semplice. Sostanzialmente, la mia paura della banalità mi ha tenuta lontana da un piccolo capolavoro che chiedeva semplicemente di essere scoperto.  



Risultati immagini per i miei piccoli dispiaceri      I miei piccoli dispiaceri
Autrice: Miriam Toews
Casa Editrice: Marcos y Marcos
Prezzo: 18,00 €
★★

Elf è sempre stata la più bella.
Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei.

Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata.
E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournée.
“Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare.
Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita.


"Lei mi aveva detto che la sua era una solitudine viscerale, un sacco di pietre che si trascinava da una stanza all'altra, di città in città."

I miei piccoli dispiaceri tocca diverse tematiche e offre molti insegnamenti, di cui, tra tutti, uno in particolare ha fatto breccia nel mio cuore. Ho letto nella storia di Yoli, la protagonista, una donna con la vita e la mente in disordine, il continuo tentativo di tenere insieme una vita che sembra che stia per crollare. Giorni che si sgretolano tra le sue mani e relazioni che si spezzano con una folata di vento. 
Yoli è alla ricerca di una soluzione, nel tentativo di rendere tutti felici e di incollare insieme i pezzi di una realtà ormai distrutta. Ed è qui che è necessario un avvertimento: questo è un libro triste, a tratti drammatico, e il lieto fine non arriva. Perché è questo il grande insegnamento de I miei piccoli dispiaceri: tu potrai lottare fino alla fine, potrai impegnarti, ma non è automatico che riesca a raggiungere i tuoi scopi. Il fattore scioccante,però, è che va bene così: la vita è costellata di questi piccoli dispiaceri che inevitabilmente ci frenano e spaventano, ma che rendono ogni giorno unico e che ci forgiano nel profondo. 


La penna di Miriam Toews è semplice, lineare e incredibile nel riuscire a raccontare con una vena di ironia anche gli aspetti più tragici della vita. Spesso mi sono ritrovata a ridere nei luoghi pubblici più disparati, mentre gli occhi correvano da una battuta di spirito all'altra. 
Il risultato è un'opera poetica, completa da tutti i punti di vista, con personaggi ben costruiti e che vi farà correre tra le pagine con estrema facilità, desiderosi di saperne sempre di più.

Mentre mi avventurerò alla scoperta di altri libri di Toews, vi consiglio vivamente di mettere le mani su questo piccolo capolavoro.  

"È fuor di dubbio che, se non sei al massimo della felicità, sei comunque più amata di chiunque abbia mai vissuto." 

Alla prossima, 

giovedì 1 giugno 2017

Quando valutare libri diventa più difficile che leggerli

Quando valutare  libri diventa più difficile che leggerli


Goodreads è un social reading a cui sono iscritta da tre anni ed è per me uno strumento indispensabile: mi permette di tener conto dei libri che ho letto e di quelli a cui vorrei approcciarmi in futuro, di confrontarmi con altri lettori e di lasciarmi ispirare. Una delle tante funzionalità di Goodreads, quella per cui è maggiormente famoso, è quella di poter valutare un libro utilizzando un massimo di cinque stelline un minimo di una. 
L'altro giorno stavo ricapitolando le letture di questi primi mesi del 2017 e ho riscontrato una scioccante verità: di alcune di queste, nonostante la mia valutazione alta, non ho alcun ricordo ( se ve lo state chiedendo, no non soffro di demenza senile).  Un esempio? Ho letto I nostri cuori chimici di Krystal Sutherland a febbraio, mi ricordo di averlo molto apprezzato ( infatti la mia valutazione è stata di quattro stelline), che lo stile dell'autrice era simile a quello di John Green, ma se mi chiedete qualcosa della trama nella mia mente regna il vuoto. Quindi il mio giudizio è stato molto alto, ma sul momento: a distanza di mesi non mi sovviene il motivo per cui io abbia scelto le quattro stelline invece che le tre.
Da qui nasce il mio dilemma: come posso valutare un libro correttamente? Quali tecniche posso mettere in atto onde evitare di dare giudizi affrettati e che magari non corrispondono alla realtà?



Ho valutato l'idea di aspettare prima di decidere quante fantomatiche stelline assegnare ad un romanzo, per rendermi conto quasi immediatamente che non avrebbe funzionato. Essendo una persona che prende le cose di petto e che, soprattutto, ha fatto dell'impazienza uno stile di vita, non sarei in grado di passare settimane a rimuginare su un determinato libro. Se siete dei grandi lettori come me, cosa molto plausibile, sapete che siamo continuamente investiti dal desiderio di leggere: non possiamo impiegare quattordici giorni per valutare un romanzo, perché tutta questa riflessione toglierebbe spazio ad almeno un altro libro che potremmo conoscere in quel lasso di tempo.
Allora mi sono detta, perché non togliere il problema alla radice e smettere di valutare libri? Anche in questo caso ho capito subito che sarebbe stata un'idea fallimentare, per i seguenti motivi:
  • Valutare un libro è il fondamento dell'essere parte della community di Goodreads: permette di consigliare o sconsigliare un romanzo e di dare origine ad un confronto.
  • Essendo una book blogger, giudicare libri è alla base di ciò che faccio.
  • Sono la seconda persona più critica che io conosca, critico persino le formiche che invadono il mio balcone d'estate, come potrei non criticare ciò che leggo.


Cosa fare allora? L'unica soluzione a cui sono giunta è quella di chiedere aiuto. Quindi mi rivolgo a voi lettori, amici e colleghi: come giudicate un libro? Quali sono i criteri con i quali assegnate le famose stelline di Goodreads? Vi capita mai di cambiare idea su un giudizio che avevate dato in precedenza?

Alla prossima,

venerdì 26 maggio 2017

Nel nome della Strega: recensione di "Gin tonic a occhi chiusi" di Marco Ferrante

Nel nome della Strega: recensione di "Gin tonic a occhi chiusi" di Marco Ferrante

Quando Annamaria mi ha chiesto di partecipare a questo progetto, non ho potuto che accettare: recensire i dodici finalisti del premio Strega con altre undici blogger? Non aspettavo altro. 
Ringrazio Annamaria per avermi contattata e per aver organizzato un evento così interessante e coinvolgente. Vi informo che per colui/colei che parteciperà più assiduamente, seguendo le recensioni e commentando, c'è in palio uno dei libri finalisti!




Gin tonic a occhi chiusi
Autore: Marco Ferrante
Casa Editrice: Giunti
Prezzo: 16,00 

Non c'è niente che dia più soddisfazione a Elsa Misiano di raccogliere con un pretesto tutto il personale di servizio di cui dispone: per questo un paio di volte l'anno riunisce l'intera famiglia per un festeggiamento in grande stile. Sessantacinque anni, tendenza alla pinguedine, capace amministratrice di una rendita robusta, moglie di un importante avvocato fanatico di Porsche e ideologo di barche, ha cresciuto i tre figli maschi nello spirito di una (mal)sana competizione: Gianni, primogenito e fiscalista di grido, colpevole di aver sposato una provinciale di sinistra; Paolo, deputato quarantenne in attesa del quarto figlio, perplesso portavoce di una donchisciottesca campagna contro l'energia eolica; e infine Ranieri, il prediletto della madre, giornalista conformista, furbetto, frivolo, fortunato, considerato dagli altri due - unanimi - uno stronzo. Ma quando Gianni viene chiamato in TV per chiarire i suoi rapporti con un imprenditore arrestato per corruzione, frode fiscale e associazione per delinquere, i consigli (e i preziosi contatti) dell'odiato Ranieri gli diverranno indispensabili. Per non parlare del povero Paolo, che di lì a poco si ritroverà invischiato in un'imbarazzante liaison con una ragazzotta "in odore di meretricio", a cui incautamente ha donato una collana di Bulgari.



Gin tonic a occhi chiusi non appartiene alla categoria dei libri che leggo di solito. In primo luogo, i protagonisti hanno circa il doppio dell'età dei miei stereotipati beniamini, per non parlare del fatto che la storia sia ambientata a Roma, città ricca di cultura e di difetti, e non in una fantomatica località inglese/americana. Infine, manca la trama.
La mancanza di un intreccio vero e proprio, può sembrare un enorme difetto, ma, in questo caso, la situazione è differente: lo scopo di Marco Ferrante è quello di andare a rappresentare uno spaccato della Roma bene dei nostri anni. La Roma delle cene di gala, della corruzione, dell'ipocrisia e della droga.



Tutte le vicende che vengono raccontate riguardano la famiglia Misiano e, in particolar modo, i tre figli maschi: tutti e tre uomini d'affari, tutti e tre intrappolati in una fitta rete di tradimenti e sotterfugi. Tra un gin e uno scandalo, scorrono le loro vite, raccontate con uno stile che mi ha spiazzato. La voce di Ferrante, infatti, a tratti giornalistica, è distaccata e non lascia trapelare nessun giudizio. Il narratore esterno si limita a raccontare i fatti, anche i più sconvolgenti, con estremo disinteresse.



Personalmente, ritengo quest'opera mediocre: non rientra nei miei gusti, ma, nonostante ciò, sono riuscita a concluderla senza problemi. Ho trovato alcuni capitoli più avvincenti di altri, ma nel complesso non mi ha annoiata.
Mi è chiaro come mai questo romanzo sia stato scelto come uno dei finalisti del premio Strega: Ferrante porta all'interno della narrativa italiana contemporanea un'idea fresca e nuova, che può piacere oppure no, ma che non può essere ignorata.

Alla prossima,


venerdì 19 maggio 2017

"Jane, la volpe & io": quando il bullismo viene illustrato

"Jane, la volpe & io": quando il bullismo viene illustrato

C'è un'età, quella tra i dodici e i quindici anni, che mi diverto a definire “il periodo fuffa”: non sai chi sei, non sai cosa vorresti essere e, nel dubbio, decidi di pubblicare imbarazzanti foto su Facebook con filtri sempre troppo luminosi ( spoiler: fra qualche anno te ne pentirai amaramente) e di affidarti completamente agli altri. Questo non solo prevede il pregare tua madre di comprarti discutibili capi di abbigliamento, ma anche l'incominciare a guardarti con gli occhi dei tuoi coetanei e a credere ad ogni parola che  pronunciano.
Helene si trova proprio in questa realtà sospesa, schiacciata dal giudizio e dai commenti delle crudeli compagne di classe, che, pezzo dopo pezzo, demoliscono la sua autostima. Parliamo di commenti sussurrati, delle volte urlati, risatine e insulti scritti sui muri dei bagni. Parliamo di bullismo.


Jane, la volpe & io 
Autrici:  Fanny Britt, Isabelle Arsenault
Casa Editrice: Mondadori 
Prezzo: 16,00 

Helene vorrebbe nascondersi da tutto e da tutti: dal mondo grigio che la circonda, dalle angherie dei bulli della scuola, dalla prova costume. Il suo unico rifugio è un libro, Jane Eyre, ed è solo nelle pagine del suo romanzo preferito che il mondo si colora di pace e poesia. Sarà invece la temuta gita di classe a riservare incontri inaspettati e una grande, semplice scoperta: non si è mai davvero soli. Attraverso parole semplici e potenti, immagini affascinanti e un tocco di ironia, un romanzo grafico che parla una lingua universale: quella di chi non ha mai smesso di aspettare il proprio incontro speciale.



La storia di Helene si intreccia con quella che è, per molti, una grandissima eroina della letteratura inglese, Jane Eyre. Come sappiamo, la figlia della penna di Charlotte Brontë ha avuto un'esistenza travagliata ed è proprio nella sua sofferenza che Helene si identifica. Anche se le vicende delle due si intrecciano, si assomigliano, si completano,  avrei preferito una maggiore attenzione a questo aspetto che, da come  preannuncia il titolo, dovrebbe essere uno degli elementi principali della graphic novel. Certamente questo confronto esiste e fa capire l'importanza che ha Jane Eyre per Helene , come modello ma anche come speranza di un lieto fine, però la storia della prima è sicuramente molto più preponderante. Dal titolo, mi aspettavo un maggiore spazio dedicato alla funzione di questo romanzo, mentre ha, a mio pare, solo un ruolo marginale.


Ho apprezzato particolarmente lo stile e la tavolozza scelta: questo bianco e nero che, pian piano, diventa una vera e propria esplosione di colore, adattandosi perfettamente alla storia, è davvero un'ottima idea.
Il mio problema con le graphic novel è che non riescono mai ad emozionarmi tanto quanto lo fa un romanzo: è come se le tavole mi impedissero di apprezzare a pieno la storia e i suoi personaggi. Di questo vi avevo già parlato nella recensione di Il blu è un colore caldo, opera che, messa a confronto con questa, mi ha lasciato una sensazione migliore.


In conclusione, la consiglierei a chi è un amante del genere, perché è una graphic novel davvero ben fatta, ma se siete alla ricerca di una storia che tratti in modo approfondito il tema del bullismo, vi inviterei a cercare qualche altro titolo.

Alla prossima,


lunedì 24 aprile 2017

Tempo di libri, tempo di storie

Tempo di libri, tempo di storie
Sono anni, esattamente dalla terza superiore, che per me maggio ha un solo significato: il Salone del Libro di Torino. Mi ricordo ancora la prima volta in cui ho messo piede al Lingotto: rimasi travolta dalle persone, dagli stand, ma, soprattutto, dalla quantità di libri. Incontrai David Grossman che mi disse di studiare e di non perdere tempo con i suoi lavori ( ti piacerebbe, David), raccolsi cataloghi, incontrai persone con la mia stessa passione: tutto era meraviglioso. Questa meraviglia, questo senso di appartenere, l'ho rivissuto ogni anno che è seguito e, questo sabato, Tempo di libri mi ha regalato la stessa magia. Quindi mi chiedo, Torino o Milano, Milano o Torino? Poco importa. L'importante è l'amore per i libri e la sua capacità di unire le persone. Il resto sono solo numeri.  



giovedì 23 febbraio 2017

Orgoglio e Pregiudizio Story: perchè tutti sogniamo un amore come quello di Lizzie e Darcy

Orgoglio e Pregiudizio Story: perchè tutti sogniamo un amore come quello di Lizzie e Darcy
In un modo o nell'altro ognuno di noi, durante la vita, è entrato in contatto con Orgoglio e Pregiudizio, il grande capolavoro di Jane Austen. Magari avete letto il libro e ve ne siete innamorati oppure vi ha annoiati a morte. Magari avete visto qualche trasposizione cinematografica oppure ne avete sentito parlare a lezione di inglese al liceo. In ogni caso è innegabile che questo romanzo sia uno dei più letti e conosciuti della storia letteraria. 
Susy del blog I miei magici mondi ha avuto un'idea: far rivivere la magia di quelle pagine qui nella blogosfera, con un evento a tappe che vi permetterà di approfondire questo mondo austeniano e anche, per il più assiduo commentatore, di vincere una copia digitale dell'opera.  


Prima tappa
Orgoglio e Pregiudizio Story - Presentazione 

Seconda tappa 
L'ambientazione del  romanzo

Terza tappa 
Perchè tutte vorremmo essere Lizzie Bennet
(Briciole di parole)

Quarta tappa 
Perchè tutte amiamo Darcy
( La spacciatrice di libri)

Prossima tappa
Film tratti dal libro
Ci sono alcune coppie  che nel modo della letteratura che hanno fatto la storia: Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta, Renzo e Lucia, Dante e Virgilio ( scusate, deformazione professionale). Ma nonostante la loro fama, raramente si giunge a sognare un amore come il loro. Pensate a Renzo e Lucia: I promessi sposi è un'opera meravigliosa, ma di certo non per la sua storia d'amore. Vogliamo parlare di Romeo e Giulietta? Per quanto, a mio parere, di amore ve ne sia realmente poco in questa tragedia, non credo che nessuno di noi sia pronto a squartarsi il petto per due bei occhi e un lucente ciuffo. 

Risultati immagini per elizabeth e darcy

venerdì 17 febbraio 2017

"Non aspettare la notte" di Valentina D'Urbano: una storia di vita

"Non aspettare la notte" di Valentina D'Urbano: una storia di vita
Non aspettare la notte è l'ultima fatica di Valentina D'Urbano, una storia d'amore, ma soprattutto una storia di vita. Un romanzo con personaggi complessi, veri e reali, in grado di travolgere e di insegnare.  



Non aspettare la notte
Autrice: Valentina D'Urbano
Casa Editrice: Longanesi
Prezzo: 16,90 

Giugno 1994. Roma sta per affrontare un’altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent’anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell’animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l’incidente d’auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché per Tommaso sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...



Valentina D'Urbano ha uno stile che riesce a catturarti e a tenerti incollata alle pagine. Questo libro va divorato, va vissuto senza freni, in modo rocambolesco, così come rocambolesca è la storia di Angelica e Tommaso. Due anime profondamente ferite: Angelica rivive ogni giorno il trauma che l'ha sfigurata, intrappolata tra un senso di inadeguatezza e la consapevolezza che non potrà mai essere come gli altri. Tommaso spavaldo, sicuro di sé, con un'ombra che incombe sul suo futuro e proprio per questo pronto a vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Ma questo è solo il punto di partenza. Perché queste due realtà sono in continua evoluzione, mai statiche, affrontando le difficoltà della vita con decisioni diverse, in alcuni casi forse sbagliate, affrettate o prese di petto, ma che li aiuteranno a crescere.
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