Dopo cinque anni di silenzio, il dieci
ottobre è uscito il nuovo libro di John Green. Per chi non lo
sapesse, si tratta non solo di uno dei miei autori preferiti, ma
anche di una delle persone che ammiro di più in questo mondo.
Ovviamente, mi sono fiondata ad acquistare Tartarughe
all'infinito, ma per quella strana sensazione che siamo soliti
provare noi lettori accaniti, per la quale quando desideriamo così
tanto un romanzo tendiamo a lasciarlo per mesi a prendere polvere sugli
scaffali, ci ho messo circa trenta giorni per decidermi ad iniziarlo. Nel frattempo, molte persone hanno letto l'ultimo
capolavoro di John Green e, purtroppo, alcuni ne sono rimasti delusi.
Non ho letto recensioni dettagliate, ovviamente perché non volevo
rovinarmi la lettura, ma diciamo che il mio approccio a Tartarughe
all'infinito è stato abbastanza titubante. Per fortuna, il mio
atteggiamento è stato completamente smentito da quello che è, per
me, il migliore libro che abbia letto quest'anno.
Autore: John Green
Casa Editrice: Rizzoli
Prezzo: 17,50 €
★★★★★
Indagare sulla misteriosa scomparsa del miliardario Russell Pickett non rientrava certo tra i piani della sedicenne Aza, ma in gioco c’è una ricompensa di centomila dollari e Daisy, Miglior e Più Intrepida Amica da sempre, è decisa a non farsela scappare. Punto di partenza delle indagini diventa il figlio di Pickett, Davis, che Aza un tempo conosceva ma che, pur abitando a una manciata di chilometri, è incastrato in una vita lontana anni luce dalla sua. E incastrata in fondo si sente anche Aza, che cerca con tutte le forze di essere una buona figlia, una buona amica, una buona studentessa e di venire a patti con le spire ogni giorno più strette dei suoi pensieri.
La tematica principale affrontata in
questo libro è la salute mentale. Nello specifico la protagonista,
Aza, soffre di un disturbo ossessivo compulsivo, che la porta a
comportamenti che da fuori potrebbero sembrare irrazionali, ma che
sono il risultato della spirale di pensieri che le invade completamente la testa.
Anche John Green soffre di questo
disturbo mentale e credo che questa sia una delle cause principali
grazie alla quale è riuscito in un intento incredibile: infatti, nessuno degli
autori che ho incontrato nel corso di questi ventidue anni aveva mai spiegato così bene quello che si prova quando si è investiti da una
serie di idee e paure che non riesci a combattere. Insomma, nessuno
era mai riuscito a spiegare quello che provo da più di due anni.
Inutile nascondere che questo libro ha
avuto un forte impatto su di me per la mia situazione e per il
disturbo d'ansia di cui soffro. John Green è stato così bravo nel
descrivere la spirale di terrore e paura in cui vieni inghiottita nei
momenti più difficili, che più volte ho dovuto interrompere la
lettura, perché nonostante fossi calma, la sola descrizione di
quello che solitamente vivo faceva accelerare il battito del mio
cuore e mi portava sull'orlo delle lacrime.
Parlava dei pensieri nel modo in cui li vivevo io: non come una scelta ma come un destino. Non come un catalogo della mia coscienza, ma come la sua negazione. [...]
Non si può scegliere. È questo il problema.
John Green ha trattato il tema della
salute mentale con attenzione e serietà: in particolare, ho
apprezzato il messaggio finale, ossia che, realisticamente parlando,
la totale guarigione è improbabile. Difficilmente si può placare
completamente questo groviglio di ansie, quello che si può fare è
imparare a convivere con la propria spirale. Certo, ci saranno sempre
delle ricadute, dei giorni in cui la paura ti paralizzerà e non
riuscirai a frenare il treno di pensieri irrazionali che attraversa
la tua testa, ma in generale un miglioramento ci sarà sempre, un
miglioramento che però deve partire da te.
Vorrei riportarvi un estratto, che mi
ha particolarmente colpita e a cui continuo a pensare da giorni:
L'espressione “dolore cronico”
non coglie nulla della sofferenza insostenibile, costante, incessante
e ineludibile. E la parola “pazzo” ci arriva priva del carico di
terrore e ansia con cui convivi. E nessuna di queste
espressioni definisce il coraggio che le persone afflitte di tali
dolori incarnano; è per questo che ti invito a
incorniciare la tua salute mentale attorno a una parola che non sia
“pazza”.
Lo pronuncia la dottoressa Singh,
terapeuta di Aza, che in poche frasi presenta quello che mi ha
permesso negli ultimi due anni di risalire: il coraggio. Il coraggio
di accettarmi per quella che sono, ansie comprese, di smettere di
piangermi addosso e di iniziare a vivere tutte le opportunità che mi
venivano date. Mi rendo conto, ovviamente, che la salute mentale è
una questione molto importante, ma soprattutto, molto privata e
soggettiva: vi parlo di quella che è stata la mia esperienza
personale e di quello che ha funzionato per me. Sto ancora imparando,
ma ho notato che ciò che mi sta aiutando ad uscire dalla spirale è
quel coraggio che mi ha fatto provare, che mi ha fatto fallire, ma
che alla fine mi ha fatto trovare cioè che, come diceva Italo Calvino ne
Le città invisibili, “in
mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”: un ragazzo, un paio di profondi occhi castani, un'innata curiosità e lo strano e
incredibile desiderio di amarmi tanto quanto lo amo io.
Così lo scrivi, e mentre lo scrivi capisci che l'amore non è una tragedia o un fallimento, ma un dono.
Ti ricordi il primo amore perché ti mostra, ti dimostra che puoi amare e essere amato, che a questo mondo non ci si merita niente tranne l'amore, che l'amore è come diventi una persona e perché.
Quindi perché leggere Tartarughe
all'infinito? Perché, insieme a Fangirl di Rainbow Rowell, è
uno di quei pochi romanzi Young Adult che tratta la malattia mentale
in modo maturo e serio; perché racconta di un mistero da risolvere,
perché si tratta di John Green e come sempre la sua prosa e i suoi
personaggi sono indimenticabili e perché, infine, c'è una storia
d'amore, e chi non ama le storie d'amore?
Alla prossima,

Bella recensione, si vede che il romanzo ti ha colpita.
RispondiEliminaPurtroppo non riesco più a nutrire particolare simpatia per Green, nonostante sia stato uno dei miei autori preferiti qualche anno fa. Temo proprio di aver cambiato gusti, tuttavia mi fa piacere trovare degli YA interessanti, che possono essere diversi dal solito, con tematiche delicate ma nuove, e questo sembra proprio così :)
Grazie mille!
EliminaSì, come romanzo mi ha davvero colpita. Nonostante non ti piaccia molto Green, questo suo ultimo lavoro mi sento di consigliartelo: non ci sono i soliti clichè degli YA e tratta davvero bene una tematica importante. Se hai tempo/l'occasione di prenderlo in mano, prova a darli una chance! :)
Ciao Adele. Che bella questa recensione! Si sente tantissimo il tuo tocco personale e intimo. Mi ha commossa e fatto venire tanta voglia di leggere questo romanzo. Io non sono una fan di Green, ma lo reputo un validissimo scrittore di Young Adult che non svilisce il genere ma anzi, lo esalta nel suo essere un prodotto destinato a persone in formazione. Green sembra molto consapevole della sensibilità degli adolescenti, della loro influenzabilità e sa sfruttare la storia per creare momenti di riflessione e proporre bei modelli positivi. Sicuramente leggerò questo romanzo, perché quando si parla di disagio mentale, la mia curiosità va a mille! ;) Grazie per aver condiviso con noi questo pezzetto di te. E' un regalo preziosissimo! Un bacione fanciulla.
RispondiEliminaCiao cara! :) Grazie mille per le tue parole, sono felice di averti fatto conoscere un libro che, ne sono sicura, ti piacerà molto. Fammi sapere cosa ne pensi! Un abbraccio.
EliminaCiao! Che bella recensione: finalmente ho trovato qualcuno che ha compreso il valore di questo libro. Ho letto fin troppi commenti negativi, di lettori che, secondo me, hanno frainteso il senso del romanzo...mi fa piacere non essere la sola ad averlo apprezzato :))
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