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lunedì 28 maggio 2018

"Nel nome della Strega II": Recensione di "Come un giovane uomo" di Carlo Carabba



Anche quest'anno partecipo a Nel nome della Strega, iniziativa ideata da Annamaria che tanto ringrazio per avermi contattata. Il progetto ruota intorno ai dodici candidati al Premio Strega di quest'anno: dodici blogger e bookstagrammer leggono e recensiscono un romanzo ciascuno, secondo un calendario che potete trovare in fondo al post.  Quest'anno, però, chiunque potrà partecipare! Infatti Annamaria ha ideato un contest su Instagram: dal 14 maggio all'8 giugno siete tutti invitati a pubblicare una foto di uno dei vincitori del passato con l'hashtag #nelnomedellastrega e taggando La contessa rampante, la quale premierà la foto con più like con uno dei libri finalisti del Premio di quest'anno a scelta. 




Quest'anno ho scelto di leggere e recensire il romanzo Come un giovane uomo di Carlo Carabba: la storia racconta dell'entrata di un ragazzo nell'età adulta, una tematica che ultimamente mi interessa molto. 





Come un giovane uomo
Come un giovane uomo 

Autore: Carlo Carabba 
Casa editrice: Marsilio 
Prezzo: 17,50 



Sono due le coincidenze da cui muove questa storia. Quella tra la caduta della neve su Roma, dopo più di vent’anni di attesa, e la scoperta che una giovane donna, Mascia, è in coma. E quella tra il funerale di Mascia, una decina di giorni più tardi, e la firma di un contratto di lavoro. Se la prima neve della vita del protagonista di questa storia, scesa sulla sua città quando era bambino, aveva portato con sé l’incanto, la seconda ha portato un incidente. Mascia, l’amica degli anni del liceo, è scivolata col motorino là dove la neve è caduta e si è sciolta. Questa seconda neve tanto desiderata, come se col bianco potessero tornare i giochi e le meraviglie dell’infanzia, invece di restituire il passato si porta via un pezzo di futuro. Perché Mascia muore per sbaglio, come pure si può morire, e non c’è altra spiegazione. Il protagonista parla con amici comuni, riceve e manda sms, inventa scuse, cerca ragioni ai propri pensieri e comportamenti, alle fughe e ai ritorni, e le trova, si colpevolizza, si assolve. Se Mascia, come tutti, muore sola, il protagonista di questo libro, come qualcuno, fa di tutto per restare, ancora un poco, solo con lei. Costruito come un labirinto che riproduce lo smarrimento di fronte al dolore, o come un videogioco che muove nello spazio ancora sconosciuto e pericoloso dell’età adulta, il romanzo segue i pensieri del protagonista, e di chi legge, intorno alla perdita di quelli che si amano e si ferma sul limite dell’amore umano che è quello, insopportabile, di non poterne impedire la morte. Con una lingua che analizza, immagina e riflette, che mescola Eta Beta alla Bibbia e The O.C. e Lost a Proust e Peter Schlemihl, Carlo Carabba medita sul caso e il destino, il lutto e la crescita, e racconta quando finisce la giovinezza, perché si diventa adulti, e come restiamo vivi, nonostante il dolore nostro, e soprattutto, nonostante il dolore degli altri. 


Carlo ricorda nei minimi dettagli il giorno in cui la neve aveva imbiancato la sua città: quei fiocchi ora sono il simbolo della sua infanzia, della felicità e del calore di quel periodo della sua vita. Così l'attesa per il ritorno della neve a Roma diventa per il protagonista l'attesa del ritorno della felicità, speranzoso che il cambiamento climatico possa riportare l'irrefrenabile gioia di quando frequentava le elementari. Quei fiocchi che avevano segnato la sua infanzia, però, sanciranno anche la sua definitiva entrata nel modo degli adulti, poiché sarà proprio quella neve a causare l'incidente che si porterà via Mascia, la sua amica d'infanzia.
Questa è la vicenda del romanzo: infatti dal punto di vista della trama non accade molto altro, ma il libro non si riduce tutto a questo. Come un giovane uomo è il racconto dei tormenti e dei sentimenti di un ragazzo che si trova ad affrontare due terribili e improvvise perdite: quella di Mascia e quella della propria giovinezza. 

Altre volte, più rare, cedendo alla malìa della memoria sono invece tentato di pensare che quella neve incerta e quella passeggiata inconcludente furono l’ultimo episodio di quella porzione irripetibile di vita in cui tutto è chiaro e pieno, in cui ogni cosa ha un senso e ogni futuro è il tempo sorridente delle opportunità. 

Photo by Joy Real on Unsplash


Come un giovane uomo non è un romanzo semplice, sia per la tematica trattata sia per lo stile dell’autore, su cui vorrei soffermarmi. Carlo Carabba non ha paura di risultare troppo ostico: la sua sintassi è estremamente prolissa, il lessico molto ricercato ed è piena di riferimenti sia alla cultura pop degli anni Ottanta- Novanta, sia a quella filosofica e letteraria dei secoli scorsi. Personalmente, il suo stile mi è piaciuto molto: grazie a questa complessità e ricercatezza la voce di questo scrittore risulta assolutamente inconfondibile. Credo che se fra qualche anno mi fosse presentato un estratto di questo romanzo senza alcuna contestualizzazione, io sarei in grado di riconoscere lo stile di Carabba. Questo per me è un grandissimo punto di forza, ma mi rendo conto che molti potrebbero spaventarsi davanti a questa elaboratezza e decidere di riporre il romanzo sullo scaffale senza dargli alcuna chance

Come un giovane uomo è un romanzo che richiede tempo e attenzione: quando decidi di “leggere qualche pagina” devi concentrarti, entrare nella situazione e comprendere fino in fondo ogni parola. 

Photo by Nathan Dumlao on Unsplash

[…] la passione amorosa l’aveva trascinata in un universo che si sovrappone al nostro – che prima anche lei abitava e di cui adesso ignorava le leggi e la meccanica – ma che è composto solo da due individui e in cui il rapporto con l’amato è l’unico spazio in cui ci si muove e la destinazione finale verso cui si tende […]

Nonostante abbia apprezzato molto lo stile dell’autore, ho trovato Come un giovane uomo un romanzo difficile da leggere. Non fraintendetemi, non è assolutamente noioso, anzi Carabba riesce ad accendere la curiosità del lettore, ma si tratta comunque di una specie di soliloquio e in alcuni punti ho riscontrato diverse difficoltà nel seguire il filo dei pensieri del protagonista. 


Avevo saputo dell’incidente il giorno in cui la neve, tornando a cadere, aveva chiuso i conti con la mia infanzia. Come potevo pensare al funerale della migliore amica della giovinezza avvenuto mentre firmando il mio primo contratto di lavoro entravo nell’età adulta, senza attribuire alla coincidenza un valore simbolico? Ma come potevo meditare su qualcosa di astratto come il simbolo e l’allegoria di fronte alla morte della mia migliore amica?


Come un giovane uomo analizza un percorso interiore e proprio per questo sarei curiosa di leggere altri lavori di Carlo Carabba, se deciderà di mettersi alla prova. Infatti, vorrei sentire la sua voce, così unica e originale, raccontare altre vicende, per vedere quale potrebbe essere il risultato finale. 


I partecipanti a Nel nome della Strega II:

14 maggio: Twins Books Lovers  Le stanze dell’addio di Yari Selvetella

16 maggio: Giulsjups  La ragazza con la leica di Helena Janeczek

18 maggio: La biblioteca di Stefania → Sangue giusto di Francesca Melandri

21 maggio: Mattia Tortelli → Dal tuo terrazzo si vede casa mia di Elvis Malaj

23 maggio: Recensioni Lampo → La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg di Sandra Petrignani

25 maggio: Respiro di libri → Anni luce di Andrea Pomella

28 maggio: The Book Lawyer → Come un giovane uomo di Carlo Carabba

30 maggio: Attorcigliata  → La madre di Eva di Silvia Ferreri

1 giugno: Gente di taccuino → Il figlio prediletto di Angela Nanetti.

4 giugno: L come libro → Questa sera è già domani di Lia Levi.

6 giugno:Leggo libri → Il gioco di Carlo D’Amicis.

8 giugno: La contessa rampante  → Resto qui di Marco Balzano.



Alla prossima,

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