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venerdì 21 settembre 2018

Ha le capacità, ma non si applica. Recensione de "Le ragazze" di Emma Cline


Tra i libri che ho letto quest'estate c'è stato anche Le ragazze di Emma Cline, un romanzo che quando uscì due anni fa per Einaudi era sulla bocca di tutti (vi ricordate le foto con la copertina che copriva metà faccia delle blogger?). Un po' per il fatto che se tutti parlano di un libro tendo ad evitarlo, un po' perché forse all'epoca la trama non mi aveva particolarmente coinvolta, avevo ignorato questa tanto acclamata uscita. Il mese scorso però l'ho incontrata per caso sugli scaffali della mia biblioteca e ho deciso di darle una possibilità.

CopertinaLe ragazze
Autrice: Emma Cline
(traduzione di Martina Testa)
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 18,00 
Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un'occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di "squali che tagliano l'acqua". Poi il ranch, nascosto tra le colline. L'incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?

Come ho scritto a caldo su Instagram, questo libro "ha le capacità, ma non si applica." I temi che Cline vuole trattare sono davvero interessanti, a partire da quello delicatissimo della crescita. Evie ha quattordici anni, non si sente compresa e soprattutto si ritiene assolutamente mediocre: non particolarmente intelligente, nè particolarmente bella. Una ragazzina che è alla continua ricerca dell'amore, solo per potersi sentire importante: Evie brama l'attenzione, la comprensione, i complimenti. La risposta a questo suo forte desidero arriva da un gruppo particolare di persone, una sorta di setta al femminile che ruota intorno alla figura di Russel, uomo di mezza età che ha capito come fare breccia nel cuore e nella mente di queste giovani ragazze, dando loro l'attenzione che non riescono a trovare nel mondo.
A distanza di anni avrei capito questo: quant'era impersonale e disorientato il nostro amore, che mandava segnali in tutto l'universo sperando di trovare qualcuno che desse accoglienza e forma ai nostri pensieri. 
Photo by Andrew Amistad on Unsplash

L'autrice, alla fine del romanzo, offre un'interessante chiave di lettura della vicenda. Le ragazze vengono cresciute con l'idea che sarà l'amore (e nello specifico l'amore di un uomo) a farle sentire complete: non devono perdere tempo cercando di accettarsi, di essere felici e di credere in loro stesse, perché tutti i loro problemi si risolveranno nel momento in cui verranno scelte. Alle ragazze viene insegnato ad essere passive e ad accettare tutto ciò che un uomo le costringe a fare: l'insieme delle costrizioni e degli obblighi fa nascere un forte odio all'interno delle giovani, un rifiuto così forte che alla fine si riversa nel mondo in maniera tragica.
A quell'età ero, prima e più di tutto, una cosa da giudicare, il che in ogni rapporto alterava le dinamiche di potere a favore dell'altra persona.
Photo by Chris Benson on Unsplash

Le tematiche trattate e soprattutto la chiave di lettura offerta da Cline avrebbero potuto rendere questo romanzo davvero interessante, peccato che a tutto ciò non venga riservato il giusto approfondimento. Infatti molte pagine sono dedicate a questioni, a mio parere, futili ai fini della storia, mentre aspetti più importanti vengono trattati con superficialità. Soprattutto il finale, che avrebbe dovuto tirare le fila del racconto e permettere al lettore di comprendere a pieno il messaggio che voleva lanciare l'autrice, è troppo veloce, come se si volesse arrivare in fretta alla pagina dei ringraziamenti. 


Nonostante ciò, rimane comunque una storia interessante e sicuramente originale: a mio parere vale la pena leggerla anche solo per il grande scalpore che ha suscitato.

Voi avete letto questo romanzo così acclamato? Cosa ne pensate?
Alla prossima,


4 commenti:

  1. Ciao Adele, purtroppo non ho avuto il piacere di leggere questo romanzo. Anche io, come te, soffro della maledizione del "libro sulla bocca di tutti", che sgonfia subito qualsiasi entusiasmo. Insomma, quando tutti, ma proprio TUTTI, leggono lo stesso romanzo, io ci sento più puzza di un marketing fatto a tappeto, che una reale curiosità. Preferisco decisamente il passaparola dei lettori, che è più sotterraneo e spesso più azzeccato (vedi l'ombra del vento, che non ha avuto bisogno di essere sbandierato su tutti i social per diventare famoso). Comunque la tua recensione ha sicuramente stuzzicato la mia curiosità, soprattutto perché non è stata una bocciatura definitiva… grazie per averne parlato con tanta onestà e chiarezza. Un bacione fanciulla.

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    1. Quanto ti capisco! Più si parla di un libro e più io rimango perplessa. Poi magari lo leggo a distanza di anni e mi mangio le mani! Grazie a te per essere sempre così cara! <3

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  2. Ciao Adele!! Bellissima questa recensione. Mi ricordo molto bene della cover ma non sapevo proprio di cosa parlasse. Devo dire che da quello che dici mi ha incuriosito molto, anche se ti è sembrato troppo frettoloso il finale. Credo che lo leggerò sai? Vedremo cosa ne verrà fuori:)

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    1. Grazie per i complimenti! <3 Sono contenta che la recensione ti abbia incuriosita, ma ora sono curiosa io di sapere cosa ne pensi. :D

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Grazie per ogni commento lasciato! Mi fa realmente piacere conoscere le vostre opinioni.