venerdì 14 ottobre 2016

Harry Potter e la maledizione dell'erede: sinceramente, a me è piaicuto


Tutti lo aspettavamo. Da quando è stato annunciato che l'ottavo capitolo della nostra saga preferita sarebbe stato uno spettacolo teatrale e che il copione, per noi che per motivi di distanza non potevamo andare a vederlo, sarebbe stato pubblicato, il mondo è sostanzialmente imploso.
Nella buona vecchia terra inglese  Harry Potter and the cursed child è stato pubblicato il 31 luglio, compleanno della zia Jo, ma anche del nostro mago preferito. In Italia, abbiamo dovuto aspettare settembre. Per questa volta ho deciso di trattenermi dal comprare l'edizione inglese e attendere pazientemente quella italiana, sia per sostenere la nostra industria editoriale, sia perchè ho i primi sette in italiano e volevo continuare la tradizione.
Mentre attendevo pazientemente la fatidica data, sul web sono iniziate a fioccare recensioni negative, che definivano quest'ultimo capitolo come una vera e propria presa in giro. All'inizio ero veramente avvilita: aspettavo con una tale trepidazione di continuare la magia, ma evidentemente le mie aspettative non sarebbero state soddisfatte.

Complice gli insegnamenti di quasi tre anni di Lettere grazie ai quali ho imparato che non è mai un bene giudicare un libro per “sentito dire” e l'entusiasta recensione di una carissima amica, il 23 settembre ho puntato la sveglia ( nonostante fosse sabato), sono corsa in libreria, e ho acquistato la mia copia.



  Ma arriviamo al punto. Ho adorato Harry Potter e la maledizione dell'erede.
Il segreto è, a mio parere, prenderlo per ciò che è, ossia uno spettacolo teatrale. Non ci sia può aspettare lo stesso spessore che la narrativa tradizionale può dare ai personaggi, ma per quanto riguarda la complessità della trama e l'intreccio, non ha nulla da invidiare agli altri libri.
Ho letto che molti non hanno apprezzato le scelte di vita dei personaggi, come la loro personalità sia cambiata negli anni e dove si trovano adesso. Quello che io posso dire a riguardo è che quei personaggi che noi tanto amiamo, non sono nostri. Non li abbiamo creati noi, ma J.K. Rowling, di conseguenza è lei l'unica in potere di decidere quale sarà il loro destino. Per tutto il resto, esistono le fanfiction. 


Rimanendo sul vago, onde evitare spoiler, posso dirvi che l'aspetto che ho apprezzato di più è stata l'amicizia tra Albus ( secondo filgio di Harry e Ginny) e Scorpius ( figlio di Draco Malfoy). Sono sempre stata convinta che uno degli ingredienti fondamentali di questa saga sia l'amicizia: quella tra Harry, Ron ed Hermione, ma anche quella tra Draco e Harry. Un'amicizia complicata, certo, poco tradizionale, ma una relazione che alla fine ce li fa trovare dalla stessa parte. Scorpius, Albus e il loro rapporto, rappresnetano ancora una volta quella forza indissolubile che unisce gli amici. Citando Hermione Granger Io? Furbizia e tanti libri. Ci sono cose più importanti: amicizia... e coraggio.” 

 
Abbiamo avuto l'incredibile opportunità di poter assaggiare ancora per una volta il mondo di Harry Potter, con i suoi incantesimi, le sue pozioni, i mantelli, i viaggi in treno e le grandiose amicizie. Vi rendete conto della nostra fortuna? Anche solo avere uno sprazzo della vita dei personaggi che sono cresciuti insieme a noi, è stato per me davvero tanto.
Da fan della saga devo ammettere che non credevo che questo giorno sarebbe mai arrivato, il giorno in cui, finalmente, Hogwarts ci ha fatto sentire ancora una volta a casa.  
Alla prossima,